Lettera a Difesa Online: la percezione della sicurezza alla Giornata Mondiale della Gioventù 2016

02/08/16

Gentile direttore, vorrei condividere con lei una riflessione. Sono appena tornato dalla Giornata Mondiale della Gioventù 2016, che si è svolta a Cracovia. Prevedibilmente, data la presenza del Santo Padre e di numerose figure istituzionali polacche, il livello di allerta era alto, anche in considerazione dei fatti di terrorismo precedenti e contemporanei (tra tutti l'assassinio del prete di Rouen); tutti perciò ci aspettavamo un certo spiegamento di forze.
Quello che non ci aspettavamo era una simile esibizione di forze. L'intera 6a Brigata Aeromobile, ho saputo da diversi locali, era stata interamente mobilitata, e contribuiva alla sicurezza in tutti i luoghi più affollati di Cracovia e dei dintorni, garantendo inoltre un pattugliamento di elicotteri sulla città praticamente in ogni momento. Le forze di polizia erano rinforzate da elementi provenienti dai distretti vicini; ma la cosa forse più curiosa è che persino i nostri alloggi erano sorvegliati. Il mio gruppo diocesano era stato assegnato ad una scuola elementare persa tra i boschi, in un paesino lontano da Cracovia un'ora di macchina. Eppure ogni sera tre vigili del fuoco, per l'occasione dispiegati come forze di polizia, ci erano vicini e controllavano la zona dove risiedevamo temporaneamente.

Si tratta del primo evento di vasta portata in cui ho visto questa dimostrazione di potenza e sicurezza, che peraltro non ha inficiato sull'ospitalità polacca, quest'ultima veramente eccezionale.

Parlando con i nostri "angeli custodi" (con cui abbiamo fatto al volo amicizia) ci siamo resi conto che per loro la presenza dei militari non è di ostacolo a nessuna libertà civile o costituzionale, né gli intensi controlli di polizia sono visti come limitazioni e violazioni. Vivevano la cosa con tranquillità, come poi ci hanno confermato anche i paesani.

Per questo domando: la percezione che hanno loro delle esigenze di sicurezza e di protezione (della popolazione, dei pellegrini, del papa e degli alti dignitari) è tanto diversa dalla nostra? Sono condizioni che potrebbero replicarsi senza intoppi anche in paesi come la Francia o il Belgio?

Paolo Squillaci

 

Gentile Paolo, innanzitutto grazie per aver condiviso l'esperienza con gli altri lettori di Difesa Online.

La risposta non è semplice. Sopratutto perché le dinamiche terroristiche hanno sempre più coinvolto cani sciolti od emulatori che sono difficilmente prevedibili. In più, nonostante svariati strumenti cautelari a disposizione delle Sicurezze nazionali, la cultura giuridica europea non contempla (più) alcuna costrizione eterna per il reato di "sospetto".

Tra i 311.000 singoli lettori dell'ultimo mese ci sarà sicuramente qualcuno in grado di rispondere in maniera più esaustiva al suo quesito. Lascio a loro la parola.

Andrea Cucco

(foto: Stanisław Wasiutyński, World Youth Day Kraków 2016)

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