Lettera a Difesa Online: il ritorno del Leopard-1?

02/11/22

Nel 2021 è apparsa la notizia di un programma di studio in atto per rivitalizzare la linea carri speciali su meccanica Leopard-1. Si tratta delle versioni carro soccorso, carro pioniere e carro gittaponte, prodotti su licenza in Italia dalla Oto Melara ed entrati in servizio tra gli anni Settanta ed Ottanta del secolo scorso. Il IV reparto logistico dello SME prevede di aggiornare 100 piattaforme (50 soccorso, 25 pioniere e 25 gittaponte) nell’ambito di un programma che dovrebbe essere in corso. I piani contemplano non solo la revisione generale ma anche il rimodernamento dei mezzi con interventi di sostituzione di parti ed il potenziamento dell’apparato propulsivo e della protezione. Ciò al fine di consentire di supportare la linea carri Ariete nel campo della mobilità: superamento di interruzioni, canali e fossati anticarro; apertura di corridoi nei campi minati; recupero di cari danneggiati o immobilizzati; rimozione di ostacoli stradali; scavo di postazioni. Tali esigenze potrebbero essere sfruttate anche dalla linea blindo pesanti Centauro-2, come avviene, peraltro, già oggi con la versione Leopard-1 soccorso a favore della Centauro-1.

Dopo questa premessa, sorge quasi spontanea la domanda: perché non revisionare anche qualche decina di Leopard-1A5 rimettendoli in condizioni di operatività? Potrebbero essere valutati i costi di una tale operazione in rapporto ai benefici che potrebbe trarre l’addestramento dei reparti carristi, che oggi a causa dello scarso numero di carri Ariete efficienti trovano difficoltà a svolgere le proprie istruzioni in campo tattico e di cooperazione coi reparti bersaglieri e di artiglieria semovente.

La proposta è quella di assegnare 20-30 Leopard-1A5 revisionati al 1° reggimento corazzato di Capo Teulada, in modo sia da rivitalizzare il reparto, attualmente sprovvisto di mezzi corazzati, sia di migliorare l’addestramento degli equipaggi carri montati su Ariete. Si potrebbe in questo modo ritornare alla vecchia funzione del CAUC di Capo Teulada che fungeva da ente addestrativo a favore dei reparti che si avvicendavano nel poligono, e che trovavano sul posto i mezzi corazzati da utilizzare nelle esercitazioni a fuoco, evitando il loro trasporto dalle sedi stanziali. Equipaggi addestrati ad utilizzare gli Ariete, non troverebbero certo difficoltà a riqualificarsi in breve tempo ad equipaggi di Leopard-1, anche in considerazione della loro minore sofisticazione.

Il parco Leopard-1A5 di Capo Teulada con i suoi operatori del 1° reggimento corazzato potrebbe servire anche quale reparto pesante per la brigata “Sassari”, attualmente priva sia di componente carri, sia di componente esplorante. Il Leopard-1A5, pur essendo un carro da combattimento ormai datato, è ancora in servizio in vari eserciti, come quelli brasiliano, cileno e greco e potrebbe avere un ruolo in contesti operativi caratterizzati da un livello di minaccia non particolarmente elevato. Equipaggiato di corazze aggiuntive, di blindature antimina e di motore potenziato a 950 hp, il Leopard-1A5 fornisce prestazioni non disprezzabili e sfruttabili in operazioni a bassa intensità o in missioni di pace a basso rischio.

Lo scopo principale del programma di recupero del Leopard-1A5 resterebbe, comunque, quello di consentire un addestramento realistico delle compagnie del 4°, 32° e 132° reggimento carri a costi nettamente inferiori di quelli dell’impiego di carri Ariete. In particolare, verrebbero risparmiati gli oneri relativi al trasporto degli Ariete dal continente in Sardegna o in poligoni stranieri per consentire l’addestramento a fuoco degli equipaggi.

Altro vantaggio sarebbe quello di evitare il logoramento della meccanica dei pochi Ariete operativi per lo svolgimento delle lezioni addestrative più avanzate e di amalgama a livello battaglione e di cooperazione inter-arma.

F.C.

Foto: Esercito Italiano

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