La medicina per il mondo in guerra

14/10/14

Almeno una volta nella vita ci sarà capitato di mettere in discussione il volere del nostre medico di base, non si dovrebbe fare, ma lo si fa ugualmente.

Nel mio - ma potrei dire anche nostro - ristretto mondo costellato di militari, politici ed esperti di vario genere una sedicente moda si sta facendo largo, minando la credibilità di centinaia di analisti che da anni - chi più chi meno - lavorano seriamente per portare un barlume di conoscenza in quelle che sono le dinamiche del Settore Difesa e Sicurezza.

La sedicente moda in questione è quella di poter risolvere tutto imbracciando un fucile alla Rambo maniera, riducendo tutto ad un braccio di ferro fatto di muscoli e bombe a mano.Non importa se si stanno ignorando le leggi - talvolta anche quelle dell'umana comprensione - o se quello che viene proposto come la medicina per i mali del mondo è nella realtà dei fatti una becera via per avere il loro piccolo quarto d'ora di orgoglio camouflage sui social network, l'importante è poter sfogare il rammarico e il rancore per qualcosa che non va come dovrebbe andare a cui si tenta di dare una spiegazione puerile e talvolta anche pericolosa.

E' piuttosto risaputo che la Difesa e la Sicurezza in Italia non hanno mai goduto di una grande considerazione. Il nostro paese ha un cattivo rapporto da tempo immemorabile con il difficile concetto di ottemperare alle regole del vivere comune, non ci piace che ci venga detto quello che dobbiamo fare ma siamo tutti pronti a lamentarci se qualcosa non funziona.

In questo marasma di lamentele e improbabili cambiamenti si levano alte le voci di coloro che credono di avere la medicina per risolvere le guerre dell'intero pianeta, che credono che la vita internazionale di una nazione si possa degradare ad una mera politica di potenza, che pensano che i problemi non diventano nostri finché non ci toccano direttamente il territorio nazionale. Sono questi i soggetti che minano il lavoro decennale di centinaia e centinai di persone che quotidianamente cercano di trovare soluzioni e analizzare problemi che sembrano insormontabili.

Dal terrorismo internazionale, passando per la complessa ed eterna lotta tra sicurezza ed economia sono sempre più gli analisti dell'ultima ora che attraggono un numero quasi fantascientifico di seguaci, sperando in un passo falso di quelli che la qualifica di analista se la sono dovuta sudare sul campo.

Come se la politica e la strategia fossero scienze esatte e perfette, ci vengono propinante quotidianamente soluzioni inattuabili, minacce fantasma e prive di credito che sono alimentate dal dolce gusto dell'allarmismo zuccherabile solo da coloro - medici delle guerre del mondo - che hanno trovato una soluzione seduti comodamente sul le poltrone del salotto o al bar con gli amici.

Non contenti di imbracciare fucili e flagellare il lavoro altrui, per i fans più intransigenti è pronto anche un piacevole teatro del complottismo che scomodando campi sensibili come quello economico e politico, cari all'opinione pubblica, spiegano come gran parte dei militari e degli esperti in del settore non siano stati capaci di trovare le soluzioni che loro ritengono scontate.

Non esiste purtroppo una soluzione unica ed inequivocabile alle guerre, al terrorismo e alle brutture che ogni giorno ci tocca sentire da telegiornali e giornali.

Diffidate, cari lettori, dai medici che vi dicono che una medicina funziona per tutti i mali, non accontentatevi di una diagnosi spiccia e dettata dal desiderio di essere protagonista.Non minate il lavoro di chi analizza e cerca soluzioni in modo scientifico e rigoroso, che non si ferma alle apparenze e non segue le correnti, sostenete i giovani - e i meno giovani - che vogliono ancora trovare una soluzione reale e attuabile.

Denise Serangelo

"La pace non è il lavoro di un uomo solo, di un partito, di una Nazione. Non c'è una pace delle nazioni grandi o piccole, la pace è il frutto della cooperazione di tutto il mondo." Barack Obama

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