Alcune considerazioni “ispirate” sul Tricolore

23/05/14

Ci hanno voluto far credere che non esistessi, ci hanno riempito la mente di affermazioni denigratorie sulle tue effimere origini, hanno fatto ogni genere di porcata per infangarti e denigrarti, ma Tu sei ancora qui, malconcia e un po’ sbiadita, sdrucita ed alle volte umiliata, ma sempre qui, pronta a sventolare in alto, Bandiera Nazionale Italiana.

Sei l’emblema della Patria, sei un pianto di soldato, sei vessillo di unità, sotto di Te hanno servito e sono morti milioni di uomini, su di Te hanno sofferto e bestemmiato milioni di donne, ma sei sempre li nel cielo terso a rappresentare la Nostra Terra. 

Nascesti per simboleggiare una minoranza e un ideale oggi sei il vessillo di una Nazione, non vieni bruciata perché si pensa Tu non sia il simbolo di null’altro che di una gigantesca macchina di burocrazia, ma così non è. 

A Te si inchinano medaglie ed altari, troni e teste coronate, nel Tuo nome e per la tua difesa tanti hanno versato il sangue del loro cuore.

Sei il simbolo di una Patria che molti temono di nominare, non per terrore, ma per vergogna, una vergogna dettata dall’ignoranza e dallo smarrimento di un tradimento consumato e mai ammesso.

Hai sventolato per i sovrani e dittatori, forse per questo ti hanno rinnegato senza ricordare che anch’essi si chinavano a Te. Hai sventolato per la rinascita della nostra Nazione, ma con indifferenza ti hanno frapposto a due grandi potenze facendo sì che ne fossi schiacciata.

Quando il mondo è poi cambiato e le certezze sono cadute sei finita in un oblio di irriconoscenza che Ti ha resa anonima ed ipocrita pronta a sventolare per un calcio ad un pallone, eppure sei sempre Tu, sbiadita ma altera, certa del fatto che sotto i tuoi lembi ancora giurano i politici denigratori ed i soldati servitori, per i tuoi colori muoiono ragazzi pieni di gioventù e al Tuo cospetto ancora continuano a chinarsi le teste. 

Sono più di cento-cinquant’anni che ci rappresenti, di rosso sangue inumidisci il lembo, il bianco candore delle vette alpine al tuo centro e sul verde dei bei prati d’Italia sostieni il tuo garrire.

Andrea Pastore   (foto d'archivio: Cimitero Militare Italiano di Monaco di Baviera)