Intervista all’avv. Bana sulla vicenda MUOS: "doglianze degli ambientalisti dichiarate insussistenti a più riprese"

(di Fabrizio De Feo)
09/11/20

L’avv. Giuseppe Bana (socio fondatore dello Studio Bana) è da alcuni decenni uno dei protagonisti della scena giudiziaria italiana, assumendo la difesa in importanti processi di interesse nazionale e internazionale, in tutti i settori del diritto penale d’impresa. Nella vicenda MUOS ha assistito (con successo) il presidente della Gemmo Spa, impresa incaricata dal governo americano della messa in opera delle infrastrutture elettriche funzionali al sistema militare satellitare.

Avvocato Bana, lei ha seguito la sentenza che nel settembre scorso ha confermato la regolarità e la legittimità del sistema satellitare MUOS (Mobile User Objective System, ndr) che dovrà sorgere a Niscemi. La battaglia legale va avanti da circa 8 anni, si può considerare conclusa?

L’ho seguita fin dall’origine e cioè dal 2012, quando fu disposto dalla Procura di Caltagirone il sequestro di tutta la struttura del MUOS, sequestro poi annullato dal Tribunale del Riesame di Catania.

Il successivo ricorso in Cassazione da parte della Procura di Caltagirone fu dichiarato inammissibile e vi fu poi un susseguirsi di sequestri e dissequestri in sede penale.

Ritengo la vicenda definitivamente chiusa dopo la recente sentenza della Cassazione, anche perché la giustizia amministrativa, dopo ripetute decisioni, ha affermato categoricamente la legittimità delle autorizzazioni rilasciate.

Che idea si è fatto sul braccio di ferro con gli ambientalisti per la costruzione di questo impianto?

È stato indubbiamente un “braccio di ferro” del tutto fuori luogo, perché le varie doglianze portate avanti dagli ambientalisti sono state dichiarate insussistenti a più riprese.

Su cosa verteva il processo e quali considerazioni generali si possono trarre rispetto alle difficoltà dei processi autorizzativi oggi in Italia?

In estrema sintesi gli ambientalisti denunciavano che il MUOS potesse arrecare danno alla salute della popolazione: gli esperti nominati l’hanno escluso categoricamente. Denunciavano, altresì, la violazione della normativa ambientale: anche qui è stato escluso ogni possibile concreto danno.

Da parte mia è auspicabile, e una volta per tutte, che si stabilisca con chiarezza che al giudice penale è sottratta ogni possibilità di sindacare l’atto amministrativo, a meno che vi sia la prova certa di una collusione nel rilascio delle autorizzazioni tra il privato e il pubblico ufficiale.

Nel caso in esame più volte la giustizia amministrativa aveva dichiarato la legittimità degli atti amministrativi, tuttavia l’autorità giudiziaria penale, ed in particolare l’ufficio del Pubblico Ministero, aveva cercato di portare argomenti che miravano a farne dichiarare l’illegittimità.

Era una vicenda che meritava di finire nelle aule penali?

Sicuramente no, perché fin da subito risultava manifesto che si era agito sulla scorta di autorizzazioni amministrative rilasciate dai competenti organi, previa un’istruttoria approfondita delle varie tematiche con il coinvolgimento di tutte le strutture competenti in materia.

Il MUOS che valore strategico può avere per l’Italia e l’Alleanza Atlantica?

Da cittadino, prima ancora che da avvocato, considero che il MUOS sia un’opera di assoluta rilevanza per la nostra sicurezza.

Foto: autore / U.S. Navy (impianto MUOS di Wahiawa nelle Hawaii)