Una nuova missione navale europea per fermare il traffico d’armi verso la Libia

(di Tiziano Ciocchetti)
17/02/20

Gli Stati membri dell’Unione hanno trovato un punto d’incontro per una nuova missione navale nel sud del Mediterraneo.

Quindi, nell’incontro dei capi di Stato e di Governo dei paesi membri, sembrerebbe che si è giunti ad un accordo di massima per far rispettare il mandato dell’ONU, che vieta alle parti in lotta in Libia di ricevere armamenti dall’esterno (embargo puntualmente violato sia dall’Egitto che dagli Emirati Arabi, ma soprattutto dalla Turchia).

Il nostro Ministro degli Esteri Di Maio ha dichiarato che tutti gli Stati dell’Unione Europea sono d’accordo per creare una missione che blocchi l’ingresso delle armi in Libia. Adesso l’Unione si impegna con una missione navale, aerea e con disponibilità anche terrestre, per bloccare l’ingresso delle armi in Libia. Aggiungendo che se stimolerà le partenze la bloccheremo.

In pratica la missione Sophia verrà archiviata (terminerà ufficialmente il prossimo 20 marzo) e si darà spazio a qualcosa di nuovo.

Quello che vorremmo sottolineare sono le dichiarazioni del nostro Ministro: finalmente abbiamo trovato un politico con gli attributi. Grazie a questa nuova operazione navale riusciremo a rifarci dell’affronto subito dai turchi con la Saipem 12000 due anni fa, nelle acque cipriote. Abbiamo trovato un Ministro che farà impallidire le dichiarazioni del 2015 dell’allora Ministro degli Esteri Gentiloni contro l’ISIS.

Quindi Di Maio bloccherà le navi turche cariche d’armi, farà salire a bordo team del reggimento San Marco, invierà gli incursori del GOI a neutralizzare gli scafisti, istituirà una no fly zone sopra i cieli di Tripoli. Ma quel che più conta è che finalmente i nostri soldati metteranno i piedi sul suolo libico, impedendo alle milizie jihadiste di continuare a dettare legge. E che fortuna! Le troveremo proprio a Tripoli e Misurata...

Questo è quanto si legge tra le righe della dichiarazione del nostro ministro in merito alla nuova missione nel Mediterraneo.

Fotogramma: RAI