Presidente Conte chieda ai turchi come liberare i nostri pescatori

(di Tiziano Ciocchetti)
11/12/20

Dopo più di 100 giorni dal sequestro – avvenuto il 1° settembre scorso – le famiglie dei 18 pescatori di Mazara del Vallo attendono ancora di sapere quali azioni il nostro governo stia intraprendendo per riportarli a casa.

Nei giorni scorsi, si è verificato un altro sequestro da parte delle milizie fedeli al generale Haftar (il cui governo, ricordiamo, non è internazionalmente riconosciuto): lunedì 7 dicembre un cargo turco diretto verso il porto di Misurata (controllato da Ankara) è stato bloccato da uomini armati e costretto a dirigersi verso il porto di Ras al Hilal, in Cirenaica.

Ankara, ovviamente, non riconosce l’autorità “dell’uomo forte della Cirenaica”. Come i nostri lettori ricorderanno, nel recente passato, l’apparato militare turco ha contribuito in maniera significativa alla liberazione di Tripoli dalle forze del LNA (Libyan National Army). Il presidente Erdoğan ha sempre considerato le milizie di Haftar come una banda di criminali – secondo i principi del Diritto Internazionale – rifiutando quindi qualunque forma di dialogo con lo pseudo governo di Tobruk.

Il ministro degli esteri turco ha condannato con la massima fermezza il fermo della nave, aggiungendo che ci saranno delle gravi conseguenze per gli artefici di questa azione. Tanto per rinfrescare la memoria ad Haftar, caccia dell’Aeronautica turca hanno sorvolato la città di Sirte, dove passa la linea del cessate il fuoco tra le forze che si confrontano in Libia.

L’atteggiamento risoluto di Ankara ha dato risultati immediati: ieri sera la nave turca è stata rilasciata!

Tornando ai nostri pescatori, il governo appare bloccato, incapace di trovare una sponda diplomatica con Tobruk, si sta affidando agli Emirati i quali appoggiano, anche militarmente, Haftar.

Continua a crescere il malessere di tutta la comunità di Mazara del Vallo, fortemente legata al mercato ittico, e che ormai da anni è costretta a subire attacchi di imbarcazioni armate, non solo libiche. Lo stesso vescovo di Mazara, Domenico Mogavero, il giorno dell’Immacolata, ha sostenuto la richiesta dei familiari dei pescatori di inviare le forze speciali per liberarli.

Foto: presidency of the republic of Turkey

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