Immigrazione in Europa: il capo dello Stato Maggiore USA angosciato dalle conseguenze

(di Andrea Cucco)
19/08/15

Il generale Martin E. Dempsey, il capo dello Stato Maggiore congiunto delle forze armate statunitensi, si è detto ieri “preoccupato” sugli effetti dell'immigrazione in massa verso l'Europa.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite sono oggi presenti 60 milioni di profughi sul pianeta.

“Riuscite solo ad immaginare quanta gente è lontana dai luoghi d'origine?”

Secondo il generale i drammi legati alla questione sono due: primo il disastro umanitario, secondo la possibile adesione a gruppi estremisti da parte dei profughi. Al momento ci stiamo muovendo ad un ritmo che non tiene il passo della minaccia ed abbiamo bisogno di affrontarla come società, come cultura, come civiltà.

“La combinazione sarà presente per almeno un ventennio e va considerata adeguatamente”.

Concludendo ha voluto rimarcare i suoi timori anche per l'aumento del peso di certi gruppi politici in reazione all'ondata di immigrati nel vecchio continente.

La domanda che mi sorge spontanea sull'ultimo punto è la seguente: "Caro generale, ma con un potenziale candidato alle prossime presidenziali che dice di voler alzare un muro tra Stati Uniti e Messico e di voler deportare tutti i clandestini presenti negli States, è proprio il caso di volgere lo sguardo a 7.000 chilometri da casa...?"

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