Smart Working e Cybersecurity

(di Francesco Bongiovanni)
08/12/21

Smart Working, locuzione molto gettonata nell’ultimo anno e mezzo, è la nuova modalità di lavoro che coinvolge diverse categorie di lavoratori a causa dell’attuale crisi sanitaria COVID-19. Ma perché chiamarlo Smart Working, potremo definirlo anche "Art Working", un nuovo ambiente nel quale si mischiano e si integrano una tazza di latte e caffè, una felpa e un pantaloncino, con una videoconferenza per discutere un'importante attività di rilascio di nuove funzionalità al Logistic Management System, seduti comodamente dalla propria scrivania. E perché no, tra una lavatrice e un’altra e la preparazione del pranzo, potremo ancora ritrovarci il laptop o lo smartphone ad occupare una delle due mani, diventando a tutti gli effetti un Add-On del nostro corpo.

Lo smart working è una sfida in corso, sposta il surfing di uno scooterista o di un automobilista tra le strade cittadine, ad un surfing tra pagine web, database e connessioni remote. Le reti casalinghe, costituite prevalentemente da un modem, fanno transitare giga e giga di dati al giorno, un flusso continuo che i nostri dispositivi e gli algoritmi contenuti devono efficientemente gestire per soddisfare la nostra richiesta di contatto con il mondo esterno. Gli incidenti stradali si virtualizzano e cominciamo ad assistere a sempre più incidenti informatici. 

Potremo parlare di una MATRIX primordiale?

E così come succede in matrix questo nuovo ambiente nasconde pericoli di non facile e immediata comprensione. Attività semplici di cut, copy, paste, il click di un link in una email, l’apertura di una pagina web tra i preferiti spostano oggetti apparentemente irreali, ma in realtà più reali di quello che immaginiamo.

Un pericolo molto frequente che si incontra in rete è il phishing, forma di criminalità online ampiamente diffusa. È fondamentalmente un’attività di inganno nella quale un malintenzionato cerca di reperire informazioni personali e dati di accesso fingendosi un fonte attendibile.

Secondo i dati ufficiali diffusi dopo il primo lockdown del 2020 questa forma di criminalità sarebbe aumentata del 600% rispetto ai livelli pre-pandemia. (https://www.interno.gov.it/it/notizie/cybercrime-aumento-durante-lockdown). 

Altre tattiche di phishing in corso di diffusione sono il QR Code Phishing e il Technical Phishing. Mentre la prima è facilmente comprensibile la seconda consiste nell’inserire un link in una email, ad esempio www.example1(punto)it, mentre il tag href contiene www.example2(punto)com.

E allora, come si può contrastare il phishing?

Niente di più semplice... attenzione al mittente e ai contenuti della email!

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