Metaverso, società e cybersecurity

(di Alessandro Rugolo)
13/06/22

È da qualche tempo che pensavo di scrivere qualcosa in merito. Mentre riflettevo il tempo passava e il web è ormai giunto alla versione 3. e a breve passerà alla 4.0. 

Tra le novità del web 3.0 si può includere tutto ciò che ha a che fare col "Metaverso"

Qualche tempo fa Federica Maria Rita Livelli e Alberto Monici hanno scritto un bell'articolo ("Il metaverso è ormai una realtà, quali sfide ci attendono?") che vi invito a rivedere se potete, prima di continuare la lettura.

In questo breve articolo invece, io proverò ad evidenziare dei problemi che oggi non sono stati ancora affrontati a fondo e di cui raramente si sente parlare, questo perché ritengo sia opportuno aumentare la consapevolezza verso un "mondo virtuale" che però ha tanti risvolti sul mondo reale. 

Mi sembra indispensabile che la società si faccia carico per tempo di studiare, analizzare e se occorre prevenire o proibire comportamenti che potrebbero divenire problematici, per evitare di trovarsi come spesso è accaduto, a dover gestire situazioni scomode e non ben conosciute. 

Comincio con una domanda, come faccio spesso, a cui cercherò di dare una risposta, se alla mia portata. Non ve la prendete se non dovesse esserci risposta da parte mia, ma anzi provate voi a trovarne una.

La mia prima domanda è: devono esserci delle regole nel metaverso, per coloro che vi si immergono o per i loro avatar?

Pùò sembrare una domanda stupida, la cui risposta è banale, ma io non la penso così. 

Per dimostrare ciò che intendo proverò a chiarire la domanda. Per esempio, nel metaverso un avatar può insultare un altro avatar? Lo può minacciare? Può commettere un furto? Può commettere degli atti che nel mondo reale sono considerati dei crimini, come per esempio un'aggressione, uno stupro, un atto di pedofilia?

Come vi ho già detto all'inizio, potrebbero sembrare domande banali dalla risposta logica o immediata, ma forse non sempre è così.

Qualcuno potrebbe rispondermi che non ha senso proibire degli atti compiuti da avatar verso avatar. Non si tratta di persone! Eppure, gli avatar sono scelti a somiglianza di chi li crea, spesso ne hanno le fattezze, le caratteristiche psicologiche principali, ne imitano il comportamento... 

Ma questo non è un motivo sufficiente, mi si dice dalle quinte. Concordo.

Ma che dire del fatto che dietro un avatar c'è una persona reale? Con le sue paure, le sue debolezze, i suoi istinti e soprattutto un cervello impegnato a elaborare quanto gli accade intorno, che si tratti del mondo reale o di quello virtuale in cui il suo "altro io", il suo avatar, si trova.

Ora, supponiamo che una persona particolarmente fragile nel mondo reale, subisca un'aggressione al suo avatar nel mondo virtuale, e al suo "rientro nel mondo reale" decida di suicidarsi. 

Qualcuno deve rispondere della sua morte o è stato un semplice incidente?

Qualcuno potrebbe dire che queste cose non accadono, gli avatar si comportano bene. A chi la pensa così invito a leggere questo articolo, su un rapimento di avatar nel metaverso, compiuto ai danni dell'avatar di una ricercatrice che stava studiando il comportamento umano nell'ambiente virtuale... la cosa positiva è che la ricercatrice non si è suicidata, ma questo non significa che ciò non possa accadere a persone particolarmente fragili.

Ma facciamo una altro esempio: che succede se nel metaverso si facesse propaganda politica il giorno prima delle elezioni? Si commette un reato? E se di reato si tratta, chi lo commette, l'avatar o il suo "doppio" umano? E nel caso che l'uomo dietro l'avatar non esista, magari perché si tratta di un avatar prodotto da una intelligenza artificiale, allora chi è l'eventuale colpevole? Il proprietario della piattaforma virtuale? Come ho detto prima non ho una risposta. 

Altro esempio: che succede se un disabile, magari senza gambe a causa di un incidente, trovasse più interessante restarsene attaccato ad una consolle, con un casco indossato, che gli permette di vivere una "vita virtuale" in possesso di entrambe le gambe? È da considerarsi una cosa buona o cattiva? Sinceramente non vi saprei dire, ma è ciò che vogliamo?

Che succede se un avatar decide di vendere una sua proprietà, magari un'opera d'arte digitale ad un altro avatar? Per lo scambio può usare una moneta elettronica che poi l'essere umano può cambiare in valuta reale. Nessuno di voi ci vede la possibilità di riciclare del denaro sporco? Sono forse l'unico?

Passiamo ad un altro, ultimo esempio. Cosa succede se si utilizza il metaverso e dunque ambienti e avatar per compiere atti di spionaggio? Immaginate quante possibilità di scambio di informazioni possono esserci oltre a quelle già oggi esistenti.

Se ci pensate un attimo, di situazioni simili ne possiamo trovare quante ne vogliamo.

Ho provato a fare dei semplici esempi di situazioni che potrebbero essere considerate al limite, ma vi ricordo che oggi sono pochi gli utenti di questi mondi virtuali per cui sono poche le possibilità di incidenti, ma un giorno, almeno secondo gli investitori, saranno in tanti ad usare il metaverso, come oggi sono in tanti ad utilizzare i social network. 

Ecco perché occorre iniziare a pensare a quali comportamenti sono ammessi e quali no e a cercare di prevenire effetti potenzialmente dannosi per il singolo e per la società.

E non abbiamo ancora parlato di rischi cyber!

Il metaverso è uno spazio creato dall'uomo, in cui l'uomo, attraverso il suo avatar, avrà la possibilità di muoversi, vivere, compiere atti di tutti i tipi. Atti che avranno indubbiamente dei risvolti sia nel mondo virtuale sia nel mondo reale, Ecco perché é importante capire quali siano queste interazioni e quali siano i rischi possibili per il singolo e per la società nel suo complesso.

Meditate gente, meditate!

Per approfondire:

Researcher Says Her Avatar Was Raped on Meta's Metaverse Platform (businessinsider.com)

Il Metaverso è oramai una realtà: quali sfide ci attendono? - Difesa Online

Cisco Talos Intelligence Group - Comprehensive Threat Intelligence: On the Radar: Securing Web 3.0, the Metaverse and beyond

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