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Reportage

Reportage da Varsavia: libertà di espressione e sicurezza dei giornalisti al centro della terza giornata OSCE

Andrea Cucco · · 2 min di lettura

La terza giornata della Warsaw Human Dimension Conference 2025 è stata dedicata al tema delle libertà fondamentali, con particolare attenzione alla libertà di espressione, alla libertà dei media e alla sicurezza dei giornalisti.

Nel corso della sessione plenaria è stato ribadito che la libertà dei media non rappresenta un privilegio, ma una condizione indispensabile per la sicurezza e la stabilità degli Stati. È stato ricordato come un giornalismo indipendente e forte costituisca il miglior antidoto alla disinformazione, e come gli Stati partecipanti debbano garantire la sicurezza dei professionisti dell’informazione, assicurando la piena attuazione degli impegni assunti in ambito OSCE.

Durante il dibattito è stato denunciato l’aumento degli attacchi e delle intimidazioni nei confronti dei giornalisti in diversi Paesi, con l’invito a rafforzare la protezione delle fonti e a porre fine all’impunità per le violenze contro la stampa.

Tra gli interventi, le critiche più accese sono state rivolte all’Azerbaigian, indicato da numerosi rappresentanti della società civile come uno dei contesti più problematici per la libertà di stampa. Sono stati richiamati casi di incarcerazione di giornalisti e la crescente difficoltà di operare per chi esercita la professione in modo indipendente. È stato sottolineato che la repressione dell’informazione libera e il controllo sistematico dei media rappresentano una minaccia diretta alla democrazia e alla trasparenza.

Nel corso del confronto è stato inoltre posto l’accento sulla disinformazione come arma ibrida, evidenziando come la guerra dell’informazione non si limiti ai teatri di conflitto, ma investa l’intero spazio europeo. È stato ribadito che la libertà di stampa implica anche responsabilità etica e che chi diffonde propaganda o giustifica crimini di guerra non deve trovare spazio nei media rispettabili.

Il messaggio emerso dal terzo giorno della conferenza è chiaro: senza libertà di espressione e senza giornalisti tutelati non può esistere una vera sicurezza democratica. La protezione degli operatori dell’informazione è stata riconosciuta come una responsabilità condivisa, mentre la difesa della verità è stata indicata come una delle frontiere decisive nella lotta alle minacce ibride e alla disinformazione.

Foto: Difesa Online

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