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Lettera a Difesa Online: in aggiunta alle lettere inviate alla redazione sui nuovi mezzi per l’Esercito…

Redazione Difesa Online Redazione Difesa Online · · 3 min di lettura
MBDA Stratus

Egregio direttore, intervengo da appassionato al mondo militare, ed in risposta alle lettere inviate alla redazione in merito all’argomento riportato in oggetto. Tengo a precisare che ho seguito con passione le varie rubriche “single use” e ringrazio per i dettagli di cui mi sento arricchito.

Tornando al focus della presente, rimango basito di come in molti non comprendono che l’industria nazionale in campo terrestre sia sofferente (aggiungerei storicamente) in quanto a prodotti nuovi. In particolare, nell’ambito dei mezzi pesanti.
Ci tengo a sottolineare come i costi per sviluppare armi che siano decisamente più complesse di un ottimo Lince, non siano alla nostra portata (portafoglio).

Non comprendo di come si possa lasciarsi sfuggire la possibilità di dotarsi del mezzo attualmente piú performante, ovvero il Leopard 2 A7+. 
Non scherziamo, la Germania era e rimane l’unico produttore di carri armati e veicoli corazzati di altissimo livello.
La Germania ha prodotto materiali militari le qui soluzioni hanno ispirato (ed ispirano) i carri armati e blindati che oggi conosciamo.
Inoltre, è l’unica nazione al mondo a poter vantare di poter produrre due MBT. Il giá citato Leopard 2 e il nuovissimo KF-51 Panther, senza entrare nell’ambito degli IFV.

Aggiungo, qualcuno lo vuole evidenziare che il cannone del tanto decantato MBT Abrams, altro non è che una produzione su licenza (superata) del Rheinmetall L44?
Oggi, infatti, c’è giá L55 ed in rampa di lancio c’è un 130mm che fisserà dei nuovi standard.
Inutile approcciare qualunque discorso su un superato MBT Challenger 2/3. Gli inglesi si saranno pentiti di aver, di fatto, rimotorizzato ed inserito l’armamento tedesco dalla Rheinmetall ed MTU nel Challanger. Tale decisione, infatti, è stata presa prima della guerra in Ucraina. Oggi, probabilmente, avrebbero optato direttamente per un nuovo MBT.

Tale inciso vuole evidenziare che la soluzione di un prodotto tedesco appare l’unica credibile, a mio parere, per invertire una rotta disastrosa intrapresa con l’Ariete.
Mi permetto di sognare, produciamo già su licenza il Pzh 2000, facciamo lo stesso con il KF-51 Panther! Magari le nostre aziende nazionali aquisteranno il know-how necessario per produrre in futuro qualcosa di valido, aggiungerei, in abbinamento al Lynx per il quale vale lo stesso discorso.
Una soluzione del genere ci permetterebbe di avere da un lato ed in tempi stretti, mezzi decisamente superiori rispetto agli attuali e dall’altro, rispondere alle esigenze della componente pesante dell’EI.

Sperando di aver colto un interessante argomentazione, invio i piú cordiali saluti ed invito a continuare con enfasi a trattare tali argomenti, soprattutto in un periodo storico dove l’esercito sta riassumendo un ruolo di deterrenza. Aggiungo, anche qualche rubrica sulla attuale guerra in corso in Ucraina.

Grazie per la eventuale risposta,

Marco Albanese

   

Egregio lettore, sono sostanzialmente d’accordo con Lei.

Un unico appunto. Il Pzh 2000 che produciamo su licenza ha visto la riprogettazione nazionale di una parte dei sistemi, il risultato (osservato direttamente e confermato da diverse fonti) è che i nostri si inceppano con una certa frequenza, gli originali no.

Come già scritto: il Signore ci protegga! Da noi stessi…

Andrea Cucco

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