Un eroe del quotidiano. Una vita al servizio del Paese. L’amm. Vittorio Patrelli Campagnano

(di Marina Militare)
24/01/18

"Maestro, mai cattedratico, mai distante o isolato nei rigidi confini della sua dottrina; maestro essenziale, semplice, presente, attento, coerente, autorevole e umano". Era un "eroe quotidiano", l'ammiraglio di Squadra Vittorio Patrelli Campagnano. Un esempio da indicare alle nuove generazioni, come ha ricordato lo scorso 13 dicembre l'attuale decano dei sommergibilisti, ammiraglio di squadra Giuseppe Arena.

A cento anni dalla nascita di quello che fu uno dei protagonisti, tra il dicembre 1942 e l'agosto 1944, di brillanti azioni di guerra al comando del sommergibile Platino, la Marina lo indica come un testimone di qualità umane e professionali. Insignito con due medaglie d'argento al valor militare (concesse sul campo), cinque medaglie di bronzo al valor militare (quattro concesse sul campo), due croci di guerra al valor militare (concesse sul campo), croce al merito di guerra, Cavaliere dell'ordine della Corona d'Italia e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare d'Italia, la più alta onorificenza militare dello Stato Italiano, prima di lui - in Marina - concessa solo all'ammiraglio Thaon di Revel, nel 1919.

Vittorio Patrelli Campagnano è stato sempre vicino ai suoi uomini anche al termine del servizio attivo. Un uomo geniale e determinato. Tra le sue molte azioni di guerra viene ricordata quella del 30 gennaio 1943 quando, nella rada di Bougie (Algeria), grazie al lancio di 4 siluri, riuscì ad affondare la corvetta britannica Samphire da 1015 tonnellate. Alla proclamazione dell'armistizio, 8 settembre 1943, interruppe la missione così come gli era stato ordinato e diresse a Bona, Tunisia, nel porto che era in mano degli alleati. Mantenne il comando del Platino attraverso le vicende dell'armistizio fino all'agosto 1944.

Dopo il trattato di pace di Parigi (10 febbraio 1947), Patrelli Campagnano fu fondamentale per la rinascita della componente subacquea, azzerata dalle clausole del trattato. In quel periodo, dopo essere stato comandante in 2ª, del Gruppo Sommergibili di Brindisi e del Comando Sommergibili a Taranto, era stato destinato all'Accademia Navale come comandante alla classe dei Corsi Normali. Incarico che svolse fino al 1949. Promosso capitano di corvetta nel 1950, dal 1954 al 1955 assunse il comando del sommergibile Enrico Tazzoli, ceduto dalla Marina statunitense. Fu lui stesso a trasferire il battello dagli Stati Uniti all'Italia. Promosso capitano di fregata nel luglio 1954, sbarcato dal Tazzoli nell'ottobre del 1955, fu designato direttore dei corsi allievi in Accademia Navale, incarico che ricoprì fino al 1958, quando assunse il comando del cacciatorpediniere Artigliere. Nel 1959 fu promosso capitano di vascello, destinato al Reparto Operazioni dello Stato Maggiore della Marina dove rimase fino al 1962, per far poi rientro a Taranto al comando del Gruppo Sommergibili.

Dal 1964 al 1967 fu Addetto navale a Londra, conseguì la promozione a contrammiraglio nel 1966; dal 1968 al 1970 svolse un incarico nell'ambito della Nato a Verona, quale rappresentante del comandante navale alleato del Sud Europa presso il comando delle forze terrestri alleate del Sud Europa. Dal 1970 al 1971 assunse l'incarico di comandante dei sommergibili (MARICOSOM). Promosso ammiraglio di divisione, nel periodo 1972-1975, fu comandante del Comando Militare Marittimo Autonomo della Sicilia. Successivamente, da ammiraglio di squadra (grado assunto il primo gennaio 1975) ritornò all'estero, a Bruxelles, quale consigliere militare del rappresentante italiano in seno al Consiglio Atlantico, carica che tenne fino al 1979, quando fu collocato in ausiliaria.

Pur non dimenticando mai la sua Campania, dove era nato nel comune di Santa Maria Capua Vetere, aveva però fatto di Taranto la sua patria. E nella città dei due mari continuò a stare vicino ai suoi sommergibilisti fino alla morte avvenuta il 7 settembre 2013. Le sue qualità e il suo esempio per i nuovi sommergibilisti sono stati ricordati proprio a Taranto, in occasione dei cento anni della sua nascita, alla presenza della figlia Antonella, del comandante dei sommergibili (MARICOSOM), capitano di vascello Andrea Petroni,  del comandante della flottiglia, capitano di vascello Giorgio Cossiga e della figlia. Alla celebrazione era presente anche una delegazione della Componente Nazionale Sommergibilisti (CNS), nata in seno all'ANMI, con l'ammiraglio di divisione Filippo Casamassima che, in qualità di presidente, ha consegnato la tessera numero uno di socio all'ammiraglio Arena nominandolo presidente onorario del Cns.

Un modo per tramandare le gesta umane e professionali di Vittorio Patrelli Campagnano per continuare ad attingere alla sua saggezza e alla sua competenza anche per gli anni che verranno.