Testimonianze del D-Day: "Era il totale caos!"

(di Davide Bartoccini)
09/06/17

La memoria spesso abbandona l’uomo con il passare degli anni e l’avanzare dell’età, ma riserva puntuali sorprese quando la si interpella per raccontare i momenti più cruciali della storia contemporanea. A 73 anni di distanza il ricordo e le emozioni che hanno segnato per sempre le vite dei veterani che hanno preso parte allo sbarco in Normandia si conferma una testimonianza straordinaria.

Quando la rampa del mezzo da sbarco andò giù, a poche decine di metri dalla spiaggia di Utah - settore USA - il caporale della 4ª divisione di fanteria Herman Zeitchik saltò fuori e si infilò dietro una duna per sfuggire al fuoco incrociato delle mitragliatrici che difendevano i bunker tedeschi. A 93 anni Zeitchik racconta la sua alba nel D-Day dell’Operazione Overlord: 6 giugno 1944...

"Quando la parte anteriore del mezzo da sbarco si abbassò saltammo giù. Non riuscivamo a capire dove sparare. Dovevamo solo arrivare alla spiaggia e cercare di trovare il resto dell'unità".

La spiaggia rinominata in codice ‘Utah’ era un’area di 60 chilometri nel settore occidentale tra La Madeleine e St. Martin-de-Varville dove sbarcarono 20.000 uomini.

"C'erano così tanti ragazzi che arrivavano a terra... Molti non ce l’hanno fatta. Io sono stato fortunato”. Ha detto Zeitchik durante il 73° Memorial Day che si è tenuto a Washington.

Il soldato semplice Arnald Gabriel, della 29ª divisione di fanteria destinata ad Omaha Beach - zona costiera ristretta in 8 chilometri tra St. Honorine-des-Pertes e Vierville-sur-Mer - ricorda che l’acqua era dannatamente fredda.

"Che ci crediate o no, anche se eravamo in giugno, l’acqua era terribilmente gelida. Quel freddo, misto alla paura, fu un’esperienza indelebile. Era il totale caos: gli aerei sfrecciavano sulle nostre teste, la Marina cannoneggiava la costa, il nemico ci sparava addosso e noi rispondevamo. Nessuno sbarcò dove avrebbe dovuto... Mi hanno fatto scendere sul lato sinistro dello schieramento programmato e sono finito con quelli della 1ª divisione di fanteria. Mi è servito un giorno prima di ritrovare i miei della 29ª. Era questo il genere di caos”.

Dopo lo sbarco a Omaha, Gabriel proseguì nella liberazione della Francia guadagnandosi due Stelle di bronzo. Al termine della guerra passo all’USAF come direttore d’orchestra. Prima del conflitto il suo sogno era di diventare un musicista.

La musica è stato il mio modo di superare lo stress post-traumatico. Mi ha tenuto occupato invece di darmi il tempo per guardare indietro. È stato fondamentale per andare avanti.

Gabriel si è congedato dall’Aeronautica con il grado di colonnello dopo trentasei anni di servizio. È stato lui, alla veneranda età di 92 anni a condurre la banda della scuola superiore che ha allietato la cerimonia con inni e canzoni patriottiche.

Farò il 75° e anche l’80° (anniversario di D-Day) quando avrò 100 anni".

Dei 160.000 uomini che il 6 giugno 1944 invasero la Normandia, 9.000 trovarono la morte il primo giorno.

Ricordo i miei compagni caduti ogni giorno. Sono assieme a noi e sono qui oggi per loro”, ha concluso sorridendo.

(fonte / foto: U.S. Army)