I primati sanitari del regno delle Due Sicilie

17/05/17

I medici, le istituzioni e l'organizzazione sanitaria, sotto il regno (1734 - 1861) dei Borbone Due Sicilie, rappresentano, come in ogni epoca, lo specchio fedele della società, dei suoi fermenti, dei travagli culturali ed economici che si verificarono sotto la Dinastia.

Povertà, carestie, epidemie sono strettamente correlate ai turbolenti avvenimenti sociali che prepararono la Rivoluzione francese, i Moti carbonari, la Repubblica napoletana, la Restaurazione, ecc.

I Borbone governarono in un periodo relativamente fecondo per le conoscenze mediche: in realtà dall'empirismo e dalla osservazione si transitò, alle soglie della modernità, alla medicina come professione, il cui inizio, per convenzione è fissato agli inizi dell'ottocento. In effetti agli inizi del settecento si apre in tutta Europa il contenzioso tra le istituzioni universitarie dotte, autoreferenti, dogmatiche e conservatrici, rifacentisi ad una scienza statica di stampo pseudoippocratico-galenico e consorterie di empirici, barbieri, girovaghi da fiera che praticavano atti medici.

Nel Napoletano una maggiore tendenza alla moderazione nell'esercizio medico determinò indubbiamente tensioni minori tra queste categorie, ma, soprattutto, l'intelligenza sperimentale di medici dello stampo di Marco Aurelio Severino o del Cotugno rifacentisi al messaggio Ippocratico vero, evitarono episodi incresciosi tra le categorie esercitanti l'ars medica.

Gabriele Tedeschi, Enrico Granata, Antonio Cardarelli, Domenico Capozzi, Domenico Cirillo e tanti altri illustri medici furono, contemporaneamente, clinici valentissimo ed acuti docenti.

Il Collegio medico - cerusico con sede nel proto-ospedale del Regno - gli Incurabili - è l'espressione clinica della observatio et ratio che furono i capisaldi nella scuola medica Napoletana.

Nel settecento le prime istituzioni assistenziali furono ospizi per poveri reietti e abbandonati. Palazzo Fuga, più noto come Reale Albergo dei Poveri, sorto a Napoli, nel 1749, per volontà di Carlo III di Borbone, rappresenta il sogno dell'utopia illuministica che vuole raggruppare i poveri, gli indigenti, al di fuori della città reale. Analoga, ma meno nota, istituzione era stata fondata a Palermo già nel 1746.

Solo nell'ottocento si arriva alla nascita della medicina specialistica e dell' ospedale inteso come luogo di cura secondo l'accezione moderna.

Ci sono indubbiamente vari percorsi che si offrono agli occhi esperti dello storico e che offrono spunti speculativi alla comprensione del rapporto tra casa regnante ed istituzioni mediche.

Mutatis mutandis, analoghe considerazioni, ampliate ed integrate con quelle derivanti da ulteriori spunti interpretativi, forniscono, in chiave umint, anche oggi, informazioni aperte in ottica di medical intelligence. Svilupperemo questo argomento in un altro nostro contributo.

Ma vediamo, ora, quali possono essere gli approcci più significativi ed utili per noi:

1) percorso storico: registrazione negli annali dell'archivio storico del numero dei medici, delle condotte, dei ricoveri in rapporto ai differenti periodi.

2) percorso della formazione universitaria: studio delle istituzioni che conferivano il titolo di Dottore in Medicina, durata degli studi e materie mediche obbligatorie nell'insegnamento. Lo statuto universitario riprende in grandi linee quello dell'insegnamento universitario spagnolo con riferimenti in particolare al curriculum formativo dei medici di Salamanca.

3) percorso della carità e delle fondazioni caritatevoli che rappresentano, come altrove, il primo mattone su cui si costruiscono strutture e stabilimenti ospedalieri.

4) percorso dei rapporti tra le istituzioni sanitarie autonome o semiautonome per finanziamenti economici e cariche amministrativo-gestionali. Tutte le strutture sanitarie ed assistenziali dopo il decennio francese furono alle dirette dipendenze del Ministero degli Interni. Ciò per esercitare un controllo sulla classe medica ritenuta dai governi turbolenta ed incline a pericolose innovazioni per l'attenzione delle problematiche sociali.

5) aspetto economico dei compensi rappresenta un altro utile spunto di speculazione storica.
Spesso il medico esercitò “esentasse”, limitandosi a pagare solo tributi all'atto della concessione dell'esercizio. Le stesse condotte mediche erano di fatto trasmissibili di padre in figlio o tra coniugi.

6) rapporto tra sanità della Capitale e organizzazione sanitaria territoriale presente nei vari distretti del Regno.

7) successioni cronologiche di epidemie: forniscono utilissime notizie sul “sistema” Sanità del Regno.

8) percorso dei malati eccellenti e dei pazienti illustri riportati dalle cronache storiche dell'epoca.

9) percorso interessantissimo della rete assistenziale ospedaliera rintracciabile anche nella toponomastica e nella cartografia cittadina. Gli ospedali dei Borbone rappresentano l'80% della rete assistenziale esistente nella Napoli di oggi. 

10) primati della sanità del Regno:

Primati mondiali:

Prima istituzione mondiale di una Commissione, la Giunta dei Veleni, per la gestione in sicurezza degli scarichi industriali. Emanazione di leggi igieniche per la prevenzione sanitaria e ambientale, leggi sulla raccolta differenziata dei rifiuti e sulla pulizia delle strade, leggi sulla tutela dei beni archeologici. Norme di polizia mortuaria.

Istituzione della prima Cattedra di Pediatria, dell'“Ospizio marino” per talassoterapia del rachitismo e della tubercolosi. Prima descrizione della patologia poi nota come sclerodermia (Prof. Carlo Curzio ). Edizione del primo Manuale pratico di “BLS”. Fondazione della prima Speciale Farmacia Omeopatica Centrale (dott. R. Rubini)

Primo sistema pensionistico con ritenute del 2% sugli stipendi (oggi oltre il 40%).

Primati italiani:

Vaccinoprofilassi antivaiolosa (dott. Gatti), Assistenza ai bambini abbandonati capillarmente dislocata nei singoli Comuni, Codice delle leggi di San Leucio (prima assegnazione di case popolari in Italia, asili nido, indennità malattia, assistenza sanitaria gratuita per malati, assistenza agli anziani, alle vedove, precisi orari di lavoro). Primo Ospedale psichiatrico nazionale a Palermo a Santa Teresa ai Porrazzi. Prima Cattedra di psicoterapia a Palermo (prof. Giovanni Linguiti). Prime Leggi sanitarie di quarantena per evitare contagi a Nisida. Primi Interventi di Profilassi Anti-tubercolare su tutto il territorio del Regno. Primo Orto botanico per la fitomedicina a Palermo. Primo Ospedale psichiatrico con annessa Cattedra di Psichiatria (Reale Morotrofio di Aversa). Primo Periodico psichiatrico (prof. Biagio Miraglio). Introduzione in Italia della medicina omeopatia (dott. F. Romano) e prima Clinica omeopatica (Ospedale della Trinità a Napoli e Ospedale Omeopatico della Cesaria). Fondazione del primo Istituto italiano per sordomuti. Statisticamente assai significativo è il dato secondo cui nel Regno delle Due Sicilie, a parità di natalità, si osservava la più bassa percentuale di mortalità infantile d’Italia. Il Regno aveva, anche, la più alta percentuale di medici per abitante d’Italia. Prima Cattedra italiana di Ostetricia e Osservazioni chirurgiche.

Tutto questo, ed altro ancora, caratterizzò la politica socio sanitaria ed assistenziale di una Dinastia che fu ostracizzata e demonizzata per fini esclusivamente diffamatori e che cadde solo a causa di un ideale, purtroppo utopistico ed anacronistico, come spesso accade alle aspirazioni più alte, di indipendenza, economica e politica, da un liberismo sfrenato ed amorale, di ispirazione anglosassone, i cui effetti nefasti sono evidenti ancora oggi! Poi? “Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza”!

Luisa Carini, Federico Bizzarri, Enzo Cantarano

 

Bibliografia.

Acton H, I Borboni di Napoli (1734 - 1825). Gli ultimi Borboni (1825 - 1861), 2 voll., Firenze, Giunti editore, 1997-1999

Cantarano E, Carini L, Storia della Medicina e della Assistenza per le Professioni Sanitarie, UniversItalia, Roma, 2013

Forte N, Viaggio nella memoria persa del Regno delle Due Sicilie-i fatti ed i fattarielli, Ischia (NA), Edizioni Imagaenaria, 2007

Oliva G, Un regno che è stato grande. La storia negata dei Borboni di Napoli e Sicilia, Mondadori 2012

Spinosa N(a cura di), I Borbone di Napoli, Sorrento (NA), Franco Di Mauro, 2009