Marina Militare: Palombari rimuovono ordigni della prima guerra mondiale

(di Stato Maggiore Difesa)
14/09/17

Sono complessivamente 285 le bombe da fucile e 4 le bombe a mano sferiche - tutte austroungariche e risalenti alla Prima Guerra Mondiale – ritrovate e rimosse nei giorni scorsi dai palombari nelle acque del lago di Varna (BZ), sito a 750 metri sul livello del mare.

Gli ordigni recuperati dai palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed incursori della Marina Militare distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. di Ancona (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), sono stati passati in consegna agli artificieri dell’Esercito che provvederanno alla loro distruzione.

L’intervento di bonifica d’urgenza è stato richiesto dalla prefettura di Bolzano, in seguito ad una segnalazione da parte di un cittadino, al Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare congiuntamente a quello degli artificieri del 2° reggimento genio guastatori di Trento dell’Esercito.

Quest’ultima è una delle tante attività che i reparti subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno i palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 12.400 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1 gennaio 2017 ne hanno già neutralizzati 16.318 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare le migliaia di proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.

Con una storia di 168 anni, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo.