I palombari della Marina Militare distruggono 313 ordigni esplosivi a Cassibile (Sr)

(di Marina Militare)
30/06/18

Dal 25 al 29 giugno 2018 i palombari della Marina Militare appartenenti al Nucleo S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Augusta sono tornati nella provincia di Siracusa per condurre un’operazione subacquea, svolta nelle acque di Cassibile, tesa a distruggere 313 ordigni esplosivi e 1.500 munizioni di armi portatili risalenti all’ultimo conflitto mondiale.

La prefettura di Siracusa ha richiesto l’intervento urgente degli operatori di Comsubin a seguito del della segnalazione di un bagnante che, a 20 metri dalla costa ed a soli 3 metri di profondità, aveva visto dei manufatti riconducibili a dei residuati bellici. Giunti sul posto, i palombari del Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) si sono immersi per bonificare l’area che era stata sottoposta a bando d’interdizione dalla Capitaneria di Porto di Siracusa, individuando e neutralizzando 158 bombe a mano, 29 bombe da mortaio, 126 proiettili di medio e grosso calibro e 1.500 munizioni per armi portatili.

Al termine dell’operazione il comandante del Nucleo S.D.A.I. di Augusta, tenente di vascello Marco Presti, ha dichiarato: “Sulla base della richiesta della prefettura di Siracusa siamo intervenuti a Cassibile per effettuare per la ricerca degli oggetti segnalati e per effettuarne  per il loro riconoscimento. Al termine delle operazioni in una ridotta area di fondale marino abbiamo rimosso un totale di 313 ordigni esplosivi molto pericolosi e 1.500 munizioni per armi portatitili, tutti risalenti alla seconda guerra mondiale, che abbiamo  distrutto secondo le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino in una zona di sicurezza individuata dall’Autorità Marittima.

Mi preme raccomandare alle persone in vacanza al mare, che dovessero imbattersi in manufatti  con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, di non toccarli o manometterli in  alcun modo, denunciandone immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei carabinieri, per consentirci così di intervenire e rispristinare le condizioni di sicurezza delle nostre acque”.

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i reparti subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità, svolti anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno i palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1 gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 11.090 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 16.311 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre forze armate e corpi armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.