Spagna: via libera all'acquisto di quattro "mietitori"

(di Franco Iacch)
23/11/15

Il governo spagnolo ha dato il via libera all’acquisto di quattro droni da sorveglianza “MQ-9 Reaper” della General Atomics per poco meno di 170 milioni di dollari (150 milioni di euro). E’ quanto si legge in una nota diramata dal consiglio dei ministri spagnolo.

"I primi due droni e la prima stazione di controllo a terra saranno consegnati all'Aeronautica Militare spagnola nel luglio del 2017. La seconda stazione di controllo a terra sarà consegnata nell’ottobre del 2018. Il terzo ed il quarto Reaper giungeranno in Spagna rispettivamente nell’aprile del 2019 e del 2020”.

L'MQ-9 Reaper, apertura alare di 20 metri e 27 ore di autonomia, è utilizzato da Regno Unito, Francia e Italia. E’ già stato ordinato dai Paesi Bassi. Regno Unito ed Italia sono gli unici paesi dopo gli Stati Uniti ad essere stati autorizzati a disporre della versione armata. Anche le Turchia ha avanzato tale richiesta.

La versione acquistata dagli spagnoli è la Block V, al momento l’ultima versione del drone della General Atomics. Il nuovo modello ha un generatore di avviamento ad alta capacità ed un sistema elettrico totalmente rivisto con un sistema di backup in grado di supportare tutte le funzioni di volo. Il drone ha tre fonti di alimentazione indipendenti per accogliere nuovi sensori e sistemi di comunicazione simultanea tra più piattaforme aria-aria ed aria-terra. Il Block V assicura maggiore capacità di trasmissione dei dati in “totale” sicurezza. Il Block V può trasportare carichi più pesanti rispetto alle precedenti versioni.

Da rilevare che i Reaper spagnoli non saranno armati. La procedura per l’acquisizione di sistemi d’arma per gli UAV è subordinata al via libera del Dipartimento di Stato con ratifica del Congresso degli Stati Uniti.

“In base alla natura asimmetrica dei nuovi conflitti, le future missioni dei mietitori di Spagna comprenderanno l'identificazione terrestre e marittima, sorveglianza, ricognizione ed acquisizione del bersaglio. Missioni di supporto al combattimento, guerra elettronica, CBRN (chimica, biologica, radiologica e nucleare), riconoscimento di ordigni esplosivi IED (improvvisati) e supporto alle operazioni di soccorso aereo”.

I droni armati italiani

L'accordo prevede un contratto iniziale da 130 milioni di dollari con General Atomics in qualità di “prime contractor”. L’Italia ha acquistato 156 missili AGM-114R2 Hellfire II costruiti dalla Lockheed Martin, 20 GBU-12 (bombe a guida laser), 30 GBU-38 JDAM ed altri sistemi d'arma.

I sei “Mietitori” italiani (poco meno di undici milioni di dollari ad esemplare) sono dislocati da quest'anno a Sigonella, in Sicilia, “hub” del Mediterraneo. Nella medesima base, gli USA rischierano anche i Global Hawk a sostegno delle operazioni di intelligence nel Mediterraneo e nel Nord Africa. Gli UAV italiani di Sigonella svolgono missioni di ricognizione anche per contrastare il fenomeno dell'immigrazione clandestina. Droni italiani che hanno svolto operazioni anche in Iraq, Afghanistan, nei Balcani ed in Libia. Sappiamo che proprio in Kuwait l'Italia ha schierato due UAV in missioni di ricognizione.

L'Italia è il secondo paese, dopo la Gran Bretagna, che sarà dotato di droni in ruolo hunter killer. La richiesta italiana per armare i droni MQ-9 Reaper (acquistati nel 2009) è stata formulata nel 2012. Anche la Turchia ha avanzato tale richiesta. Il ruolo dei Reaper italiani, verosimilmente, dovrebbe limitarsi al supporto armato dei contingenti schierati all'estero sotto egida NATO. Il governo italiano, a differenza degli inglesi ed americani, non ha ancora autorizzato le missioni di targeting leader. Ad ogni modo, l'Italia dovrà adesso attuare una capillare rete di intelligence che possa determinare gli obiettivi sensibili. Una capacità, messa in discussione già nel 2012 dalla commissione del Senato Usa sull'intelligence, in uno scambio epistolare tra Hillary Clinton, all'epoca segretario di Stato e Dianne Feinstein. Quest'ultima era proprio a capo della commissione che espresse perplessità sulle capacità italiane nel disporre di un tale sistema d'arma.

(foto/video: General Atomics)