Iran, presentato nuovo drone kamikaze

(di Franco Iacch)
27/10/16

L'Iran ha presentato un nuovo drone kamikaze in grado di distruggere obiettivi terrestri e navali. E' il secondo UAV ad essere presentato questo mese nella Repubblica islamica.

Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, il nuovo drone del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è stato progettato per la sorveglianza marittima, ma può essere armato con missili o equipaggiato con una testata esplosiva.

Quello che sembra essere un idrovolante in miniatura con due timoni verticali ed un unico grande equilibratore orizzontale, dovrebbe essere in grado di volare a quote molto basse per evitare il rilevamento (mezzo metro sopra il livello del mare), ma può salire fino a novecento metri ad una velocità massima di 250 km/ H con un’autonomia di quattro ore.

La classe Simorgh, versione iranina del Sentinel americano

Il tre ottobre scorso, il generale Amir Ali Hajizadeh, comandante delle Forze Aerospaziali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ha presentato a Teheran il nuovo drone a bassa osservabilità.

“Il Saeqeh, ultimo drone della classe Simorgh, è in grado di colpire simultaneamente fino a quattro bersagli con bombe intelligenti e con millimetrica capacità. Nel campo UAV siamo alla pari con gli americani. Anzi, nella tecnologia stealth gli americani stanno cercando di rimanere al nostro livello. La classe Simorgh è la versione iraniana del drone Sentinel RQ-170 degli Stati Uniti”.

Da tempo l'Iran sostiene di essere riuscito a decodificare la tecnologia dell’Rq-170 Sentinel, drone della Cia che - secondo la Repubblica islamica – sarebbe stato catturato nel dicembre del 2011. Il Sentinel sarebbe stato abbattuto, ma non distrutto, dopo essere entrato nello spazio aereo iraniano dal suo confine orientale con l'Afghanistan. Gli Stati Uniti hanno sempre negato l’episodio.

Fin dal 1980, l'Iran persegue un programma di autosufficienza militare e con una certa frequenza annuncia al mondo jet da combattimento, carri armati, missili, sottomarini, siluri e droni. È anche vero che la maggior parte dei mezzi presentati al pubblico sono dei semplici mock-up utilizzati per scopi di propaganda. Il pensiero va al caccia Qaher-313.

Nel settembre del 2013, Teheran ha affermato di aver completato il processo di reingegnerizzazione dal Sentinel, annunciando la vendita a terzi della tecnologia acquisita. Quanto ci sia di vero nelle esternazioni iraniane non lo sapremo mai, ma gli Stati Uniti non sono esenti da colpe. Proprio l’Iran, infatti, ha una notevole esperienza nel campo della reingegnerizzazione, gran parte della quale fornita proprio dagli Usa nel periodo in cui i rapporti tra Teheran e Washington erano ottimi. Da allora, l'Iran è stato in grado di acquistare pezzi di ricambio per gran parte del suo hardware americano e ha dovuto ricorrere alla reingegnerizzazione per tenerlo in funzione.

I media iraniani affermano che Teheran, negli anni, ha abbattuto decine di droni statunitensi e di averli riprodotti dopo un processo di reverse engineering. Secondo il Pentagono, l’Iran non sarebbe in grado di svelare la tecnologia del Sentinel, a causa dei protocolli di sicurezza inseriti nei droni che operano in territorio ostile. L’undici novembre del 2014, l’Iran affermò di essere riuscito a far volare il suo primo Sentinel.

(Foto: Tasnim)