Afghanistan: Trump illustra la nuova strategia, "basta esportare democrazia, è ora di uccidere i terroristi"

(di Matteo Acciaccarelli)
23/08/17

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato, in un discorso tenuto all’interno di Fort Myers in Virginia, un nuovo piano per l’Afghanistan: aumento delle truppe statunitensi e maggior partecipazione della NATO. Un passo indietro, per non dire una mossa dettata dal realismo, quello compiuto da Trump, il quale aveva sempre criticato la guerra in Afghanistan (la più lunga della storia degli Stati Uniti) definendola come inutile e come uno spreco da interrompere immediatamente.

A 16 anni dagli attacchi dell’11 settembre gli americani sono stanchi di combattere una guerra senza vittoria e per rispetto dei 2.300 soldati che hanno perso la vita dobbiamo trovare una conclusione onorevole”, ha affermato Trump prima di procedere ad annunciare il cambiamento di rotta nella politica militare in Afghanistan. Se prima era convinto che il ritiro delle truppe sarebbe stata una scelta obbligata, ora Trump si è convinto dell’esatto opposto, considerando la promessa fatta dal suo predecessore alla Casa Bianca una follia, la quale: “finirebbe per creare come in Iraq un altro vuoto che verrebbe riempito dai nostri nemici, talebani, Al Qaeda, Isis”. Non seguirà quindi il suo istinto che lo ha accompagnato per tutta la sua vita, anche perché ha assicurato quanto sia diversa la prospettiva nel momento in cui ci si siede nella scrivania dello Studio Ovale.

Allo scopo di riportare una vittoria definitiva e di non lasciare spazi vuoti facilmente occupabili dai “nemici”, il Pentagono sembrerebbe intenzionato ad inviare ulteriori 4.000 soldati in Afghanistan, il tutto allo scopo: “di non esportare la nostra democrazia, ma di uccidere i terroristi”. Una cesura storica, quanto meno a parole, di quella che è stata la linea dominante della politica estera statunitense dalla presidenza Clinton in poi.

Il presidente ha aggiunto anche che verranno modificate le regole di ingaggio per le forze armate americane, al fine di rimuovere le restrizioni presenti ed aumentare l’autorità dei militari. “Questo sarà necessario anche per poter localizzare i terroristi e le reti criminali che seminano la violenza ed il caos per tutto l’Afghanistan”.

Tutto sarà però strettamente vincolato alla volontà politica del governo di Kabul, finché continuerà a fare la sua parte avrà l'appoggio americano... tuttavia: “il nostro impegno non è illimitato e il nostro supporto non è un assegno in bianco. Il governo dell’Afghanistan deve continuare a portare avanti la propria azione militare e deve sostenere il carico politico ed economico”.

Ad essere stato ammonito non è stato solo il governo afghano, Trump ha lanciato un avvertimento anche al Pakistan.

Il Pakistan troppo spesso è un porto sicuro per i terroristi. Questo deve terminare, perché noi diamo al Pakistan miliardi di dollari e loro al contempo offrono protezione ai terroristi che combattiamo. Questa situazione deve cambiare immediatamente!

Un avvertimento duro quello lanciato nei confronti di Islamabad da non sottovalutare: l’amministrazione Trump ha già fatto rilevanti tagli agli aiuti militari.

Anche i partner della NATO, nella nuova strategia esplicata da Trump, devono continuare ad offrire forze per le operazioni in Afghanistan, magari aumentando anche il numero di truppe presenti, dato che della quota di circa 13.600 soldati, dell'operazione Resolute Support, quasi 7 mila sono americani (l'Italia è il secondo Paese con circa 1.000 militari). Un divario troppo grande. Sicuramente anche questo ha portato alla decisione di aumentare le truppe statunitensi, figlia di una “lotta intestina” all’interno dell’amministrazione Trump, che vedeva da una parte Steve Bannon, ex capo stratega della Casa Bianca, convinto dall’idea di sostituire le forze armate in Afghanistan con un esercito di contractor e dall’altra l’attuale segretario alla Difesa, James Mattis, sostenitore dell’idea di incrementare il numero di militari. Linea che, stando a quanto dichiarato da Trump, risulta essere quella vincente e che aprirà una nuova fase per gli Stati Uniti all’interno della lunghissima guerra in Afghanistan.

(foto: U.S. DoD)