Il Venezuela comincia a temere un attacco americano

(di Tiziano Ciocchetti)
13/02/19

Il governo di Caracas avrebbe deciso lo schieramento del sistema missilistico superficie-aria S-300VM, di fabbricazione russa.

Il dispiegamento dei missili - testimoniato dalle immagini fornite dall’operatore satellitare commerciale israeliano ImageSat International - farebbe parte del dispositivo attivato da parte delle Forze Armate venezuelane nell’eventualità che gli Stati Uniti decidessero un intervento armato nel paese.

Da parte americana arrivano segnali sempre più incentrati verso un intervento armato. La tensione tra i due Paesi ha subito una accelerata lo scorso 23 gennaio, quando Washington ha riconosciuto Juan Guaidó - presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela - come presidente ad interim del Paese.

A gettare benzina sul fuoco, ci ha pensato una nota del 29 gennaio, da parte del consigliere per la Sicurezza Nazionale John Bolton, che avrebbe ipotizzato la possibilità di inviare un contingente militare in Colombia per un intervento in Venezuela.

È bene ricordare che i paesi dell’America Latina non hanno un’attinenza diretta con gli Stati Uniti, infatti i rapporti vengono regolati secondo i principi della Dottrina Monroe del 1823. Nel suo discorso all’Unione, il presidente Monroe avvertiva gli europei di non intromettersi negli affari del continente americano, in parole povere l’America Latina era terreno esclusivo degli Stati Uniti.

Per chiarire ulteriormente il concetto, possiamo citare un discorso del 1904 di Theodore Roosevelt: nell’emisfero Occidentale, l’adesione degli Stati Uniti alla dottrina Monroe potrebbe obbligarli a esercitare a malincuore, in casi flagranti di illecito o di impotenza, un ruolo di polizia internazionale. Quindi Washington potrebbe intervenire militarmente, a loro piacimento, nell’emisfero Occidentale. Dal 1898 alla fine della Guerra Fredda, se escludiamo il finanziamento a varie rivoluzioni, in America Latina, gli Stati Uniti hanno usato la forza militare in quasi cinquanta occasioni.

Foto: MoD Fed. russa