La dichiarazione dello stato di emergenza nella Repubblica Bolivariana del Venezuela

(di Maria Grazia Labellarte)
18/05/16

Lo scorso venerdi 13 maggio il presidente della Repubblica Bolivariana Nicolas Maduro ha decretato lo stato d'emergenza nel Paese. Secondo lo stesso servirebbe a proteggere il Venezuela da un golpe messo in atto da forze straniere e organizzato dagli Stati Uniti.

Nicolas Maduro assicura che non lascerà il potere prima della fine del suo mandato, vale a dire fino all'inizio del 2019, e in un discorso teletrasmesso ha annunciato che il nuovo stato d’emergenza durerà da maggio a luglio, con possibilità di prolungamento fino al prossimo anno. Maduro non ha spiegato i dettagli sul nuovo stato di emergenza ma ha dichiarato che le Forze Armate sono pronte ad esercitarsi il prossimo fine settimana per far fronte a un “possibile intervento armato" realizzato da non meglio precisate potenze straniere con l’aiuto di Washington.

La situazione in Venezuela sta sfuggendo di mano. Molti indicatori rendono certa la comunità internazionale sull’ormai imminente collasso dell’economia, la cui contrazione nel 2015 è stata del 5,7% rispetto all’anno precedente. Un’ulteriore contrazione è prevista per quest’anno. Spaventosa l’inflazione, ormai arrivata a record mondiali: siamo a quota 700%. I prodotti alimentari di base e le medicine sono sempre più scarse. I black-out imposti dal governo per conservare energia si verificano in aree sempre più estese e durano diverse ore. Se mpre più frequneti le segnalazioni di saccheggi di cibo dai negozi e presto il malcontento potrebbe esplodere per le strade in modo eclatante.

Tra le cause di crisi c’è ovviamente il calo del prezzo internazionale del petrolio, principale fonte di esportazione del Paese, che ormai da diversi anni ha diminuito in modo sensibile la disponibilità di valuta pregiata necessaria allo sviluppo stabile del Venezuela. Il 70% della popolazione desidera un cambiamento di governo e un cambio di rotta generale ma la leadership venezuelana continua a respingere le richieste dell'opposizione che ha ottenuto il controllo del Parlamento lo scorso dicembre. Maduro finora ha continuato solo ad agitare lo spauracchio della cospirazione.

Cosa succederĂ  a Caracas lo sapremo molto presto. Vedremo soprattutto se alla fine della parabola chavista il popolo venezuelano avrĂ  diritto ad una nuova e legittima alba di indipendenza o se finirĂ  tra le tessere di un mosaico piĂą grande, come spesso accaduto in passato al continente sudamericano.

(foto: Global Revolution/Twitter)