Vittorfranco Pisano: ITALIA e STATI UNITI – terrorismo e disinformazione

Vittorfranco Pisano
Ed. Nuova Cultura, 2016
pagg. 277

L’autore è un ufficiale americano in congedo, ben noto per i suoi incarichi accademici presso università private nel campo delle scienze politiche e per gli accurati suoi studi sul terrorismo internazionale1. Sistematico e pragmatico, il suo stile è ben diverso da quello di tante opere italiane ideologicamente orientate quanto deboli nell’impianto. Pisano ne analizza quasi cento, tutte focalizzate sui rapporti politici tra Italia e Stati Uniti e scritte dal 1965 a oggi. Resta comunque ai politici italiani il compito di fare chiarezza sui servizi segreti deviati, sulle trame nere, su Gladio, sulle Brigate Rosse e via discorrendo. Pisano intende solo (testuale) “esaminare il tema dell’asserita ingerenza americana con dinamiche sovversive e terroristiche degli affari interni italiani per il tramite della NATO, dei servizi d’intelligence d’oltreoceano e di altri strumenti e collegamenti” (p.63). Tutto inizia infatti nel 1949, quando l’Italia entra nella NATO., ingresso che trova nemici sia a destra che a sinistra (anche se per motivi diversi) ma fa rientrare a pieno titolo l’Italia tra i paesi europei dopo una guerra persa nel peggiore dei modi. Nel frattempo il distacco di Tito dall’egemonia sovietica evita un’altra frontiera militare col Patto di Varsavia, anche se lo scontro sarebbe avvenuto nelle pianure tedesche piuttosto che a Gorizia. Infine, in Europa gli Stati Uniti preferiscono rinforzare il centro piuttosto che puntare su una destra nazionalista a loro ostile, tenendo anche conto che l’Italia repubblicana e democratica è ricostruita da partiti estranei persino all’idea di nazione - penso alla DC di De Gasperi e al PCI di Togliatti. Il rapporto tra servizi d’informazione alleati all’interno della NATO era verosimilmente squilibrato a favore degli Stati Uniti, sia perché potenza egemone, sia perché la politica estera italiana, talvolta relativamente indipendente da quella americana, suggeriva ai nostri alleati una certa prudenza nello scambio d’informazioni: basti pensare ai rapporti diplomatici tra Aldo Moro e i Palestinesi dell’OLP o all’equilibrismo mediterraneo di Andreotti. Alcuni storici sono anzi convinti che il Patto Atlantico comprendesse anche protocolli segreti sullo scambio di informazioni tra alleati. Ma altro è affermare che i servizi segreti americani si sono da sempre intromessi nelle faccende italiane per condizionarne la politica: per dimostrarlo occorrono prove documentate, e qui entriamo nel vivo. Le opere qui analizzate una per una sono state scritte in tempi diversi da una serie di autori, alcuni dei quali hanno riempito anche le cronache giudiziarie ora come terroristi o collaboratori dei servizi deviati (ma esistono forse servizi segreti normali?), militari di alto grado, millantatori, ambigui avventurieri della politica e della penna. Oppure magistrati, giornalisti, funzionari, ambasciatori come Sergio Romano e persino presidenti della Repubblica, come Francesco Cossiga. Anche fra gli editori c’è varietà: Feltrinelli e Mondadori stanno in compagnia di oscuri tipografi.

Ma quanto gli USA hanno interferito nella politica italiana, e non solo per evitare che i comunisti arrivassero al governo? Intanto, nel centinaio di opere analizzate da Pisano è impressionante la quantità di inesattezze registrate, errori che non farebbe neanche uno studente di scienze politiche: nomi trascritti male, comandi e reparti militari inesistenti o male identificati, gradi incompatibili con le funzioni svolte o con il periodo di servizio, poteri o deleghe impossibili da ottenere. Si dimostra da parte italiana una notevole ignoranza del funzionamento della NATO, della CIA e persino delle proprie istituzioni. Altre carenze sono nel metodo: ammesso che un’informazione sia documentata, viene accostata ad altri dati – documentati o meno – per confermare la tesi del complotto di turno. Vengono accostati continuamente elementi diversi ma le conclusioni sono deboli: si parte sempre dal teorema e le prove si cercano dopo, come in certa prassi giudiziaria nostrana. Come i pentiti di mafia, troppi testimoni non raccontano quanto hanno fatto, ma cosa hanno sentito da altri, col risultato di imbrogliare le carte già confuse in partenza, invece di far luce sugli avvenimenti con prove certe e documenti attendibili. È una scena affollatissima, dove entrano la CIA, le Brigate Rosse, i NAR, la NATO, la P2, l’URSS, il SID, il SIFAR, i NAR, Gladio/Stay behind, il KGB, l’NSA, il Mossad, la Massoneria e il Vaticano, qualche volta si direbbe persino di concerto. Che nelle trame nostrane si siano infilati anche attori stranieri è verosimile, ma c’è evidentemente nell’anima italiana il gusto per l’intrigo, come ai tempi di Machiavelli. Già, ma le prove? Persino le relazioni parlamentari sono piene di verbi al condizionale, di termini come “forse”, “si suppone”, “probabilmente”, etc. E quando a scrivere in questo modo non sono solo giornalisti screditati o militanti usciti dal nulla, ma anche magistrati del calibro di Edoardo Imposimato, la cosa può anche sorprendere. Più credibile Francesco Cossiga, che perlomeno come ministro degli Interni e Presidente della Repubblica ha potuto accedere a documenti attendibili ed era una persona seria.

Ma il sottotitolo del libro recita: “disinformazione”. A parte quella dovuta a cattive fonti, si tratta di una tecnica da sempre usata dai servizi segreti o meno per screditare l’avversario, e qui l’autore lascia intendere che molte opere avevano una funzione diffamatoria. Un esempio è qui documentato: il manuale FM 30-31 B datato 1970 e concepito come strumento programmatico per interventi destabilizzanti negli affari interni di paesi dove operasse un forte partito comunista. FM sta per Field Manual, manuale da campo e non “direttiva” com’è stato spesso tradotto. A differenza delle nostre “librette”, la serie FM è sempre stata accessibile e ora è anche sul web, altro che Top Secret! Ma qui si trattava in realtà di un apocrifo ben confezionato dal KGB, preso per buono almeno per dieci anni, nonostante alcune incoerenze interne. Ma disinformazione è anche insinuare coscientemente complicità non provate, ricostruire continuamente la storia al di là di un ancor tollerabile revisionismo, con uso di metodiche espositive tendenziose. E come si fa a identificare la disinformazione? L’autore lo spiega nel paragrafo 1.4 (pagine 27-35), che dovrebbe essere preso ad esempio anche dagli archivisti.

Ma quali sono alla fine le conclusioni? Vittorfranco Pisano non ha difficoltà a dire che ogni Stato usa i propri servizi d’intelligence a suo favore: fa parte delle prerogative delegate alla Difesa, e cita anche una serie di esempi storici recenti. Ogni Stato cerca con la diplomazia o con mezzi economici di portare a proprio vantaggio la politica estera: è la dinamica tra nazioni. Politica ora espressa in modo palese, altre volte meno, ma restando la sicurezza una funzione primaria. Ora, se è chiaro che il peso strategico degli Stati Uniti può influenzare la politica di una media potenza come l’Italia e anche condizionarne gli orientamenti politici ed economici, non c’è bisogno di giocare sporco se gli stessi risultati possono essere ottenuti con mezzi legali. L’Italia non è mai stata una “sorvegliata speciale” o “una colonia”, come si legge in alcuni dei libri analizzati, e nella NATO ci sta dal 1949. E in ogni caso, il panorama storico e politico che quel centinaio di libri vorrebbe ricostruire è spesso basato su un castello di carte. Più che storiografia è story-telling, narrazione.

Marco Pasquali

NOTA

1 Segnaliamo le opere più importanti:

  • Introduzione al terrorismo contemporaneo. Roma, Sallustiana, 1997

  • Stati uniti d'America : costituzione e politica. Roma : Sallustiana, 1999

  • Conflitti non convenzionali nel mondo contemporaneo. Roma : Rivista marittima, 2002

  • Dal popolo di Seattle all'ecoterrorismo : movimenti antiglobalizzazione e radicalismo ambientale . Milano ; 21mo Secolo, 2003

  • Aggregazioni terroristiche contemporanee : europee, mediorientali e nordafricane. Roma : Adnkronos libri, 2005

  • Minaccia terroristica e contromisure nell'Unione Europea. Roma]: Centro militare di studi strategici, 2007

  • L' intervento militare quale moltiplicatore del terrorismo globale? : apporto e limiti delle forze armate e dell'intelligence militare nella lotta contro il terrorismo. Roma, CASD, 2008

  • Italia e Stati Uniti : terrorismo e disinformazione. Roma : Nuova cultura, 2016