Salvini porta un messaggio dallo Zio Sam. Per Mattarella, non per Di Maio

(di David Rossi)
19/06/19

Sostiene Repubblica che l’amministrazione Trump, per bocca del segretario di stato Mike Pompeo abbia chiesto a Matteo Salvini di completare la realizzazione del TAP “whatever it takes”. Costi quel che costi. Fosse anche la fine della stagione di governo con i Cinque Stelle.

Chissà che cosa avrebbe detto l’atlantico a tutto tondo Francesco Cossiga di fronte a una presa di posizione simile?

Be', ci perdoni il compianto presidente della Repubblica, a noi piace immaginare questa reazione: la Lega deve essere patriottica per davvero e stare attenta a giocare con un partito nazionalista… straniero come sono i suoi alleati. Già, perché il rifiuto del gasdotto TAP è un regalo a Mosca. Così come sono un cadeau per Putin il sostegno a Maduro e il mancato fronte comune contro Guaidò, i tagli al programma F35, l’avvicinamento alla Cina, l’amoreggiamento col Qatar, l’appoggio a Serraj e quant’altro.

I lettori diranno che gli Americani hanno fatto - negli ultimi due decenni - talmente tante corbellerie che… Già, che conclusione trarne? E poi chi non ha fatto sciocchezza a livello internazionale negli ultimi anni?

I Cinesi, che pure sembrano in grande spolvero, con la scellerata politica del figlio unico si sono condannati a uno spaventoso declino demografico nelle prossime due generazioni. I Russi si sono cacciati in tutte le crisi politico-militari dell’ex impero sovietico e non ne hanno conclusa una: dall’Ucraina alla Moldavia, dalla Georgia alla Cecenia, dalla Siria all’Asia centrale, hanno seminato l’Eurasia di basi e truppe di occupazione, senza venire a capo di un bel nulla. La Germania - grassa e impigrita - ha prodotto un aborto politico-militare. Il Regno Unito è al punto più basso della sua storia geopolitica dai tempi di Maria Tudor. L’India stenta a emergere, piegata da una leadership corrottissima. La Turchia sta per perdere l’alleato di sempre (la NATO a guida americana) per sostituirlo col nemico di ieri l’altro. Il Brasile è stato la più clamorosa meteora geopolitica e geoeconomica del XXI secolo.

Sui Paesi arabi, meglio stendere un velo pietoso: “tra cinquant’anni, ci guarderemo indietro e ci accorgeremo di essere stati i più stupidi degli uomini”, in un commento da me raccolto dal dirigente di una società petrolifera.

Signori, la domanda in sospeso di poco fa ha una risposta semplice: l’America, almeno per noi Europei, non ha alternative. Ha tanti debiti? Se fallisce, fallisce il mondo intero. Non riesce più a bilanciare la Cina e la Russia? Ci crede solo chi ha l’anello al naso: il budget militare di Washington supera del doppio quello di Mosca e Pechino insieme.

Bravo Matteo, il pellegrinaggio a Washington non ti è servito per l’immagine (Trump non ti ha degnato di un selfie), ma senz’altro ti ha permesso di portare in Italia un messaggio chiaro, che probabilmente il Quirinale ha recepito bene: l’Italia non può permettersi un governo a guida Cinque stelle senza un contrappeso euroatlantico robusto. Come il PD attuale certamente non è.

Fotogramma: U.S. Department of State