Le più grandi battaglie della Storia secondo i lettori di Difesa Online

(di David Rossi)
18/05/19

Sono molte le grandi battaglie che hanno segnato la storia, ma solo pochissime hanno veramente determinato il destino dei popoli per i secoli avvenire, fino ad oggi.

Che cosa fa la differenza tra segnare anche ampiamente e determinare fino in fondo il futuro dell’umanità? Intanto, la battaglia deve avere conseguenze per così dire “sistemiche”: non riguarda un solo popolo o un singolo impero (anche gigantesco), ma afferisce allo sviluppo - in un senso o nell’altro - di una regione o di un movimento culturale e politico dominante (per esempio, l’Europa, la Cristianità o l’Islam) e lo fa non già nell’immediato, ma per parecchie generazioni. Insomma, le grandi battaglie combattute dai popoli precolombiani nelle Americhe o quelle per la liberazione dal colonialismo nell’Africa o anche quelle dell’Impero Romano contro i Giudei sono importanti, ma prive di conseguenze sistemiche.

Poi, conta la situazione dello sconfitto: Napoleone avrebbe potuto anche vincere a Waterloo e Hitler sulle Ardenne, ma non avrebbero fatto altro che ritardare la sconfitta, perché comunque l’ultima coalizione antinapoleonica e gli alleati antinazisti avevano altre forze fresche pronte a scendere in campo, mentre Bonaparte e Hitler, nella migliore delle ipotesi, avrebbero potuto trattare una resa meno devastante.

Poi, dobbiamo escludere, mi si passi il termine, l’“effetto farfalla a Tokyo”, perché è ovvio che la prima sassata di un ominide ha determinato il prevalere del suo DNA invece di quello della vittima e in definitiva ha avuto un impatto a cascata massiccio sul genere umano. No, le grandi battaglie sono, appunto, quelle che hanno goduto anche di visibilità storica maggiore: per capirne le conseguenze non servono catene di conseguenze perché funzionano un po’ come se fossero “l’ultima battaglia dell’ultima guerra”. Insomma, è ovvio che se gli Inglesi avessero sconfitto le Tredici Colonie, quelle per un po’ avrebbero dovuto sottostare al dominio britannico o se i Maomettani fossero stati sconfitti a Badr non ci sarebbe stato l’Islam: nelle grandi battaglie quello che crolla non è un embrione di impero, ma uno adulto e maturo. Infine, lo sconfitto non è solo battuto, ma perde la possibilità di modificare a proprio favore il futuro corso degli eventi.

Data questa premessa, passiamo a voi, che avete inviato un numero enorme di e-mail: per questo, ho cercato di dare visibilità a quasi tutti, cercando di premiare lo sforzo, anche a costo di tagliuzzare i testi qua e là. Ho riservato due spazi a parte, uno all’inizio e uno alla fine: il primo per un commento personale, opinabile come i vostri e senza pretesa di essere migliore, e l’altro su un caso specifico: Teutoburgo. A quanto pare, moltissimi vi vedono una delle più importanti battaglie o persino l’unica che ha cambiato veramente il corso della Storia.

Partiamo dal giudizio dello scrivente.

La diffusione della cultura greca era cominciata già da prima le vittorie degli Ellenici e di Alessandro. Personalmente, ritengo che Azio sia determinante per l’epoca antica: non solo inaugura l’Impero ma crea le condizioni per la Pax romana, per la nascita del Cristianesimo e per il trionfo del diritto sulla barbarie slavvo-germanica e sul despotismo asiatico.

Ugualmente, nel mezzo tra le vittorie di Carlo Magno sui Sassoni e i Longobardi, la battuta di arresto degli arabi a Tours e la conquista spagnola degli imperi precolombiani in America latina, credo che per l’Età di Mezzo e l’inizio dell’Età moderna, emerga con forza l’assedio e la caduta di Costantinopoli (1453) con i Turchi ottomani, guidati da Maometto II, che lanciano una sfida prepotente a tutta la Res Publica Christiana e i traffici con l’Asia che vengono interrotti, costringendo gli Europei a cercare le Indie per altre vie. Con tutto ciò, sparisce dalla storia il bastione politico orientale della cristianità, con l’Occidente che non riesce, nonostante gli sforzi del Papa e di Venezia, a raccogliere le forze e la Russia che ereda il ruolo che fu di Bisanzio.

Tra Waterloo e Stalingrado, Midway e Mosca, Verdun e i laghi Masuri, lo sbarco in Normandia e l’offensiva del Tet, ritengo infine che per l’età contemporanea la palma di battaglia determinante vada a un’offensiva americana durata tre giorni e con l’impiego di appena due ordigni, ma costata quasi duecentomila vittime dirette e la fine di un modo antico di intendere la guerra. Parlo ovviamente del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, tra il 6 e il 9 agosto 1945.

Ora, per non tediarvi oltre, passiamo ai vostri commenti. Partiamo da Franco Merci, che indica la sola “Gettysburg. Se Lee avesse sfondato arrivando fino a Washington, dando una vittoria confederata, forse il modo sarebbe diverso… Ne migliore; ne peggiore: solo diverso!!!!”.

Alessandro Rocca ci riconosce che abbiamo “posto un quesito difficilissimo. Comunque, la scelta è:

Salamina - Assedio di Vienna da parte dei Turchi - Operazione Cittadella (Kursk)

Tutte e tre fermarono un espansionismo e i relativi imperi sconfitti si avviarono ad un declino più o meno rapido.

Don Michelagelo Tondo ritiene che “più indietro si va nel tempo più importanza ha una battaglia. Quindi quella di Azio è la più importante. Invece come svolta culturale la più importante quella di Poitier. I nazifascisti sarebbero comunque usciti sconfitti. È impossibile conquistare il mondo intero”.

Perilli Fabrizio ritiene “che la battaglia che ha cambiato la storia sia stata una guerra: la guerra dei sei giorni che ha visto uno staterello come Israele che esisteva da meno di 20 anni riuscire ad imporsi sul mondo arabo che Nasser era riuscito a riunificare dai tempi di Saladino. Una vittoria insperata che poteva causare la cancellazione di uno stato dalle cartine con una seconda diaspora del popolo ebreo e non una semplice perdita di territori. Ancora oggi a 50 anni questa vittoria e le successive ancora non consentono ad Israele di essere riconosciuto universalmente come stato sovrano”. 

Giovanni Angioletti ci scrive che “molte sono battaglie che hanno segnato e cambiato lo scorrere della storia umana. Quella che a mio avviso è stata fondamentale per l’Europa intera e che ha salvato dalla estinzione interi popoli è stata la Battaglia dei Campi Catalaunici. Gli Unni avevano come strategia di massacrare i popoli conquistati oppure a mano a mano di far morire, usandoli in prima linea, i maschi e violentare le donne. Al loro avvicinarsi molti popoli scappavano e travolgevano tutti e tutto, il sangue freddo dei grandi generali romani d’occidente fu di accogliere tali masse di Germani in fuga e se possibile di non combatterli, anzi di fare alleanze e come previsto gli Unni attaccarlo pensando di aver indebolito tutti, attaccato o per sterminare, ma i romani coi loro alleati visigoti li affrontarono in campo aperto con abile manovra, gli Unni ebbero perdite spaventose, i Visigoti si ridussero a meno di 20000 guerrieri ed anche i romani. Gli Unni tornarono in Pannonia ed ebbero la forza di distruggere Aquileia temendo un attacco alle spalle, ma era tardi tutti i popoli sottomessi si ribellano e li sterminarono”.

Enrico Roson cita solo due battaglie: “Lepanto e soprattutto la battaglia per mosca del 1941. Se l’offensiva Tifone fosse partita prima e non fosse arrivato il gelo i tedeschi avrebbero occupato Mosca e avrebbero costretto i russi alla pace con conseguente chiusura di un fronte bellico e vittoria nella Seconda guerra mondiale”.

Fabio De Ninno, invece, è l’unico a citare la battaglia dello Jutland (31 maggio – 1 giugno 1916), che “fu uno scontro decisivo per l’andamento della Prima guerra mondiale perché confermò che l’equilibrio strategico tra l’Entente e gli Imperi centrali a livello globale non poteva essere alterato”. Dal 1914, la Germania e i suoi alleati erano stretti in un blocco navale ed economico che stava strangolando le loro economie e che era dovuto al controllo britannico degli oceani, dai quali la limitata presenza navale tedesca era stata rapidamente spazzata via. Per uscire dall’impasse, la Germania ebbe due opzioni: il controblocco con l’impiego della guerra sottomarina illimitata, tentato nel 1915 e interrotto per evitare provocazioni contro gli Stati Uniti, oppure cercare uno scontro di superficie contro una parte della Grand Fleet britannica, nella speranza di ridurre la superiorità nemica e quindi la saldezza del blocco. La battaglia derivò da questa seconda opzione. Il risultato, nonostante le perdite britanniche fossero state superiori, fu una netta sconfitta strategica tedesca, anche perché Jellicoe dimostrò di poter mettere Scheer in una posizione tattica molto svantaggiosa, minacciando l’annientamento della squadra tedesca. La ritirata della Hochseeflotte non solo ribadì la superiorità britannica ma ebbe conseguenze strategiche decisive: la Royal Navy restò padrona degli oceani e nella marina tedesca si fecero largo i sostenitori della guerra sottomarina illimitata. Tale scelta, poi implementata nel corso del 1917, avrebbe messo in crisi le comunicazioni marittime alleate, ma avrebbe causato anche l’ingresso in guerra degli Stati Uniti, di fatto accelerando la sconfitta della Germania imperiale. Nel frattempo, il blocco dell’Intesa continuò a stringersi, portando al progressivo collasso del fronte interno degli imperi centrali: la Battaglia dello Jutland confermando il predominio marittimo britannico e permettendo il mantenimento del blocco decise in buona parte le sorti della Grande guerra”.

Mario Gensini, da parte sua, indica “la battaglia del 12 Settembre 1863 in cui l’esercito polacco rompe l'assedio di Vienna ad opera dell'esercito ottomano guidato dal Visir Kara Mustafa. La carica degli Ussari Alati, di fatto, fece perdere la battaglia e poi la guerra all'esercito ottomano scongiurando la caduta di Vienna, bloccando l'avanzata ottomana in Europa ed eliminando la fine delle mire espansionistiche in Europa”.

Adelchi Massara cita argomentando “le tre battaglie che più hanno influito sul corso della storia:

1 - Battaglia di Pidna (168 a.C.): le forze romane sconfiggono definitivamente il regno di Macedonia e dividono la Grecia in stati clienti. Dalla conquista avverrà la fusione tra la cultura greca e il diritto romano, dando a all'impero di Roma il predominio culturale sul Mediterraneo, oltre che quello politico e militare.

2 - Battaglia di al-Qadissiya (636 d.C.): le forze arabe sconfiggono l'impero persiano sasanide e aprono alla conquista musulmana della Mesopotamia. L'impero persiano non fu più in grado di rovesciare le sorti della guerra e dalla Mesopotamia sarebbe partita l'espansione araba prima verso l'impero persiano stesso, poi verso tutto il Medio Oriente, il nord Africa e l'Asia.

3 - Attacco contro Pietrogrado (ottobre-novembre 1919): chiamata anche "Operazione Spada Bianca", fu l'ultimo attacco delle armate bianche del generale Judenic contro la città di Pietrogrado, in mano i bolscevichi guidati da Trotsky. Un precedente attacco in estate era fallito di un soffio e questa era l'ultima occasione di conquistare l'ex-capitale russa, nonché uno dei pochissimi centri industriali russi ancora attivi. L'attacco, favorito dalla pessima situazione dei bolscevichi (pochi rifornimenti e diserzioni dilaganti), fallì di un soffio a causa della scarsa collaborazione tra le forze anticomuniste e l'invasione del Baltico da parte dell'Armata volontaria russa occidentale, controllata dalla Germania. La sconfitta di Judenic fu l'ultima grave minaccia interna alla rivoluzione che i bolscevichi subirono, garantendo la loro vittoria in Russia”.

Cesare Bertuzzi, considerando solo la prospettiva Italiana” indica “la battaglia di Legnano dove la vittoria della Lega Lombarda ha portato come conseguenza lo svilupparsi della, tipicamente italiana, politica del campanilismo, per cui solo ciò che viene sviluppato nel mio cortile è buono e bisogna sempre diffidare di ciò che viene fatto negli altri campanili. Altre battaglie sicuramente influenti sono state la battaglia di KURSK che ha definitivamente annullato le possibilità di iniziativa della Wehrmacht e quindi portato alla sconfitta del III Reich. Infine, Hastings che ha indirettamente decretato l’ascesa del potere papale in quanto l’avventura di Guglielmo il Bastardo era avvallata da papa Alessandro II”.

Giorgio Resca Cacciari ci offre un pezzo interessante che riporto per intero:

Sono tante le battaglie che sono state punti di svolta nella Storia. Per come la vedo io considero 'fatali' tutte quelle battaglie che sono di faglia ovvero che contrappongano civiltà sostanzialmente diverse, mentre reputo di minor peso le battaglie interne ad un sistema omogeneo. Quindi metto al primo posto lo scontro che vide da una parte le città Stato della Grecia a dall'altra l'impero Persiano (490 a.C. Maratona, 481 a.C. Termopili, 480 a.C. Salamina, 479 a.C. Platea e Micale e la successiva riscossa greca). Altro punto di svolta le guerre Puniche tra Roma e Cartagine, le battaglie sono note ma in particolare Canne (215 a.C) una sconfitta per Roma ma che fece emergere la determinazione romana come un aspetto fondamentale della sua grandezza futura. Segue la campagna Di Cesare nella Gallia e dopo la scomparsa di Cesare la Battaglia di Azio (31 a.C.). Importante per i destini d'Europa la battaglia di Teutoburgo (9. a.C.) pose un limite alla possibile conquista dell'Europa centrale. Concordo sul peso della battaglia Poitiers (732 a.C.) tra la faglia cristiana e quella islamica, sempre nel solco che vide mondo cristiano e islamico confrontarsi meritano di essere ricordate sia la battaglia di Lepanto (1571) e la battaglia di Vienna (1683).

La conquista delle Americhe cambiò, la prospettiva mondiale e quindi lo scontro tra le potenze europee sul mare ebbero un peso non indifferente ma non hanno mai messo in discussione la predominanza occidentale essendo un conflitto intercristiano. Stesso discorso per le campagne napoleoniche. Dal diciassettesimo secolo la Storia mondiale, fino alla fine della Grande Guerra, fu una 'cosa' sostanzialmente europea e quindi cristiana. La svolta fu la Rivoluzione russa e le battaglie tra bianchi e rossi e la vittoria di quest'ultimi e come conseguenza la nascita del fascismo prima e nazismo dopo. Le battaglie delle Seconda Guerra Mondiale sono un bel dilemma dal punto di vista storico. A mio avviso sono tre le battaglie che hanno determinato il conflitto. La prima, la battaglia d'Inghilterra tra Luftwaffe e RAF, la seconda diluita in tre anni la battaglia dell'Atlantico tra i sommerrgibili tedeschi e gli angloamericani la terza sul fronte orientale, la Battaglia di Mosca (1941) col sostanziale fallimento dell'Operazione Barbarossa. Lo scontro tra Giappone e Stati Uniti fu deciso già nel 1941 col fallimento strategico dell'attacco a Pearl Harbor mancando la distruzione sia delle portaerei che dei depositi di carburante e bacini di carenaggio delle Hawaii, cosa che avrebbe paralizzato la flotta del Pacifico per almeno 6/12 mesi dovendo tutto partire dalla California e dando al Giappone un arco di tempo maggiore per consolidare la presa sul Pacifico. Eppure riguardo al secondo conflitto mondiale non furono le battaglie vinte o perse la cosa più importante ma una lettera. Una lettera o meglio La Lettera scritta da Einstein e Szilard ed inviata al Presidente Americano sul pericolo che la Germania arrivasse per prima a produrre l'arma nucleare, lettere scritta nell'agosto del 1939, prima dell'inizio del conflitto. Questa lettera ha cambiato la Storia molto più di tante battaglie.

L’antico lettore Sergio Pession cita Teutoburgo, di cui parleremo più innanzi, e Grunwald (o Tannenberg), 15 luglio 1410.Ordine Teutonico pesantemente battuto da alleanza fra Regno di Polonia e Granducato di Lituania. Questo pone fine all’espansionismo germanico sotto il paravento della Croce. Conseguenze: 12 anni dopo si arriverà al Trattato di Melno che ordinerà confini con Prussia e Lituania per i successivi 500 anni. Confini in gran parte validi ancora oggi con l’attualissimo oblast di Kaliningrad. Ucronia: se i Teutonici avessero superato la Polonia, avrebbero canalizzato attenzioni e risorse del Granducato di Mosca prima che potesse divenire regno e poi impero. La battaglia di Tsushima (maggio 1905), stravinta dalla flotta giapponese contro quella russa nello Stretto di Corea. Conseguenze: col Trattato di Portsmouth la Corea passa dai Russi ai Giapponesi. E gli Usa s’impongono come grandi pacieri. Declino Impero Russo e dominio di un Giappone tutt’altro che sazio.

Ucronia: con un esito diverso l’Impero Russo FORSE si sarebbe approcciato diversamente nei Balcani. La situazione in Corea sarebbe stata diversa ed il Giappone non avrebbe maturato subito la forza esplosa di lì a poco. Gli Usa avrebbero comunque gongolato…

Avv. Bendini ha “reminiscenze degli studi classici: indico la battaglia di maratona del 490 A.C.. Considero decisiva tale battaglia perché fu la prima in cui i Greci presero coscienza della possibilità di sconfiggere, arginare e respingere l'Impero Persiano: e questa consapevolezza porterà al definitivo allontanamento dei Persiani dalla Grecia anni dopo. E forse, se la vecchia europa rivisitasse questa battaglia, potrebbe scoprire che, anche senza cedere sovranità potrebbe mantenere la sua configurazione di stati nazione che, all'occorrenza, si uniscono per difendersi dagli imperi e, sottolineo, da tutti gli imperi quindi da chi impero lo è già e da chi ambisce a diventarlo.

Andrea Bologna merita un’ampia citazione:

Se dobbiamo misurare le battaglia sulla scala geopolitica io indicherei almeno tre eventi di tre epoche molto lontane tra loro. La più antica è la campagna partica di Traiano (114-117 dC), che segna allo stesso tempo l’apogeo e il termine della campagna espansionistica, durata diversi secoli, dovuta prima alla repubblica romana e poi all’Impero Romano. Con questa campagna Roma raggiunge il suo limite sia geografico che politico. Segue l’assedio di Vienna del 1689, che di fatto conclude l’espansione mussulmana in Europa, segnando l’inizio di una ritirata che si concluderà nel 1918 con il crollo dell’impero ottomano. È uno dei più significativi scontri nel secolo delle guerre di religione: dopo questo scontro si apre concretamente l’era degli stati nazionali. Il terzo evento è la battaglia di Tsushima nel 1905, in cui per la prima volta da diversi secoli una potenza asiatica sconfigge le potenti armate di un paese europeo. È la primissima avvisaglia di un cambiamento della geopolitica mondiale che viviamo tuttora. In ciascuno dei casi una entità imperiale, sviluppatasi progressivamente nel corso dei secoli precedenti, viene sconfitta o fermata da un nemico precedentemente sottovalutato o classificato variamente come “inferiore”, “infedele” o “barbaro”. E in tutti e tre i casi gli eventi bellici non saranno di per sé risolutivi: saranno però il momento chiave in cui si aprono crepe destinate a sfaldare il sistema dall’interno, magari dopo lunghe o lunghissime agonie.

Roberto Paltrinieri segnala queste battaglie:

Salamina 480 A.C. (una vittoria persiana avrebbe di fatto riscritto tutta la storia del mondo, con una Grecia sotto il dominio di Serse in cui il concetto di democrazia sarebbe scomparso forse per sempre)

Badr 624 D.C.(l'eventuale sconfitta dei seguaci di Maometto avrebbe con ogni probabilità annichilito il movimento islamico cambiando del tutto la storia)

New York agosto 1776 (se gli inglesi avessero inseguito ed annientae l'esercito di Washington dopo le due sconfitte a Long Island ed a Brooklyn la ribellione americana sarebbe di fatto stata debellata e gli Stati Uniti non sarebbero mai nati)”.

Piero Pessa “segnala la battaglia di Maratona (490 A.C.) con la vittoria degli ateniesi. Se avessero perso Atene sarebbe caduta sotto il dominio persiano e la civiltà e cultura greca probabilmente non si sarebbero sviluppate.

Senza quel retroterra culturale l’Europa di oggi sarebbe diversa”.

Michele Carrera indica, invece, “la battaglia di Salamina del 306 AC, degna di nota non solo per gli eventi strettamente bellici ma anche e soprattutto per i suoi risvolti sociopolitici. Mi hanno sempre affascinato le capacità di Temistocle di raccogliere intorno a sé non solo Atene, cosa già di per se ai limiti dell'incredibile, ma la quasi totalità delle polis greche e le capacità di queste ultime di unirsi per uno scopo superiore superando ogni genere di ostilità. Secondo conflitto: guerra in Afghanistan, 2001 in corso. Ha segnato un punto di svolta nel nuovo ordine mondiale, la debacle statunitense ha due grandi interpretazioni cioè da un punto l'iperpotenza ha sopravvalutato le sue capacità e dall'altro ha sottovalutato quelle dei suoi, più o meno, nemici (leggasi Iran e Cina). Menzione d'onore: conflitto delle Falkland 1982 per due motivi: fu il primo conflitto veramente moderno con un uso massiccio e non sperimentale delle nuove armi (jet, missili, satelliti ecc.) e secondo perché, almeno sulla carta, si riprometteva come una battaglia navale tra due forze dotate di moderne navi e armamenti come non c'erano dal secondo dopoguerra”.

Ferdinando Fedi, infine, si concentra su “due battaglie e i relativi trattati di pace che ne sono conseguiti hanno determinato cambiamenti epocali nella storia moderna e contemporanea, riconfigurando il relativo asssetto internazionale del tempo. La Battaglia di Rocroi, combattuta il 19 maggio 1643 tra francesi e spagnoli determinò la fine della guerra dei Trent’anni, nata come guerra di religione e variata in scontro tra potenze da cui uscirà spezzettato il Sacro Romano Impero germanico con la casa d’Asburgo che aveva dominato l’Europa sino ad allora. La perdita di prestigio di Spagna ed Austria lascia l’egemonia a Francia, Olanda e Svezia, risultati i grandi vincitori. Con i Trattati di Pace di Westfalia che conseguirono nacque un nuovo ordine mondiale e, in particolare, una netta mutazione della geopolitica europea. Oltre a ridisegnare i confini territoriali, Westfalia creò principi fondamentali quali quelli di sovranità e di non ingerenza che avrebbero ispirato le leggi fondamentali del diritto internazionale . Westfalia sancisce la fine del concetto di Europa cristiana da identificarsi con la monarchia asburgica ma conseguenza ancor più significativa è la creazione di quel principio di non ingerenza che regolerà i rapporti tra Stati e ispirerà la cultura diplomatica per i secoli futuri.

La battaglia di Vittorio Veneto, ultimo scontro armato tra Italia e Impero austro-ungarico, sancì la fine della Prima guerra mondiale e determinò l’inizio dei lavori della Conferenza di pace che avrebbero portato alla sottoscrizione del Trattato di Versailles il 28 giugno 1919. Questo e la serie di accordi che conseguirono (Saint Germain en Lay, Locarno, Sanremo) generarono significativi cambiamenti territoriali in Europa soprattutto a seguito del dissolvimento dell’impero austro-ungarico. Con il Trattato di Sèvres veniva invece riconfigurato l’impero ottomano e creati gli embrioni di nuovi Stati nel medio oriente: Siria, Palestina, Transgiordania e Iraq”.

E INFINE CI SONO QUELLI DI TEUTOBURGO…

Secondo Ciro Papi “i Romani sono stati fermati nell'espansione determinando la divisione dell'Europa in Latina e non con ripercussioni che ci portiamo ancora oggi”.

Andrea Sapori ci propone un’introduzione interessante:

L'elenco delle battaglie storiche scorre uguale, da secoli. Quelli che andrebbero analizzati sono i denominatori comuni, i fulcri di cambiamento avvenuti nei conflitti e nelle battaglie. È stata è e sarà l'intelligenza di alcuni uomini di saper usare nel modo e al momento giusto la tecnologia, le informazioni, l'audacia dei propri uomini, che ha fatto e fa cambiare la storia. Come Sun Tsu aveva ben capito, ci sono uomini capaci di "vedere prima" il corso di eventi tattici e strategici sia di battaglie che di interi conflitti. Lo statista saggio usa il suo generale migliore, che raramente è lui stesso, riconoscendogli questa capacità. Aldilà dell'eroismo o della saggia condotta tattica, l'unico episodio storicamente rilevante che indica una svolta nella storia della guerra e della politica ad essa legata è Teutoburgo, in quanto nascita del concetto di guerriglia. Il resto è un susseguirsi di cose più o meno già viste. Quello che andrebbe fatto invece, a mio avviso anche per provare a comprendere scenari futuri, è l'elenco degli uomini chiave, parlo di quelli magari un po' dimenticati e/o misconosciuti, che durante battaglie e conflitti hanno fatto cambiare la storia usando la loro e altrui intelligenza, l'applicazione della scienza e dell'intelligence”.

Dario Cecchi esordisce spiegando che “sarebbe meglio dire il massacro di Teutoburgo dato che fondamentalmente di questo si trattò più che di una vera battaglia. La distruzione di tre legioni guidata dal mediocre Varo sancì di fatto la rinuncia da parte dell’impero alla conquista della Germania, le campagne al di là del Reno in realtà non finirono, anzi ripresero slancio, ma si rivelarono, pochi anni dopo, totalmente inconcludenti. L’enorme dispendio economico, a fronte di un modestissimo risultato strategico, convinse Augusto ad interrompere ogni iniziativa, fissando il confine dell’espansione romana sul fiume Reno. Certo Tiberio e più tardi suo nipote Germanico avrebbero potuto conseguire delle significative vittorie, se adeguatamente supportati, ma purtroppo rivalità interne e soprattutto un teatro di operazioni insidiosissimo, fatto di tribù agguerritissime e totalmente inaffidabili, rese vano ogni tentativo di romanizzazione dell’allora selvaggia Germania. Se in quei giorni del 9 dopo Cristo, nella foresta di Teutoburgo, l’esito della battaglia fosse stato favorevole a Roma, molte tribù germaniche sarebbero state definitivamente romanizzate, vasti territori di fatto annessi all’impero e la storia d’Europa e d’occidente avrebbe preso una piega molto diversa”.

Sergio Pession, infine, la vuole ricordare tra quelle che “seppur in mondo non del tutto plateale, a mio avviso, hanno segnato i destini di potenti imperi e zone limitrofe. Teutoburgo, 9 DC. Massacrate 3 legioni del giovanissimo Impero Romano ad opera di popolazioni germaniche. Conseguenze: le politiche imperiali verranno influenzate da questo evento fino alla fine. Le popolazioni germaniche fuori influenza romana rafforzeranno ulteriormente lo spirito guerriero ed indipendente che le caratterizzerà fino ad oggi.

Ucronia: se i popoli germanici fossero stati integrati nell’Impero Romano, FORSE molte invasioni barbariche sarebbero state arginate e gestite diversamente. L’eventuale caduta dell’Impero sarebbe stata ben diversa”.