La parola ai lettori: scriveteci le vostre storie familiari sulla Grande Guerra. Saranno pubblicate

(di David Rossi)
24/10/18

“Noi sappiamo che l’amor di Patria non è altro che l’amore per il prossimo…e prendendo volentieri i sacrifici che la guerra ci impone…ci meritiamo infinite benedizioni per noi, per la nostra famiglia, per la patria…”1

“Ad altri le chiacchiere; per noi il nostro sacrificio. Così si ama la Patria… e non come tanti che l’hanno sempre in bocca e mai nel cuore”2

Abbiamo scelto le parole dell’italiano forse più amato e conosciuto del XX secolo, Papa Giovanni3 , per introdurre questa uscita speciale (anzi, specialissima) della rubrica: la parola ai lettori. Con l’occasione del centenario della Grande Guerra e dell’anniversario del trionfo4 di Vittorio Veneto, allo scrivente e alla redazione tutta di Difesa Online piace invitare i lettori a scriverci, usando la e-mail geopolitica@difesaonline.it per raccontarci, anche solo con un nome e un luogo (per es., Mario Bianchi, Carso), le loro storie familiari legate alla Prima guerra mondiale, ma anche alla Guerra in Libia, alla Seconda guerra d’Abissinia e alla Seconda guerra mondiale. Raccontateci storie di disarmante normalità, di piccoli e grandi eroismi, di nonni e zii dispersi che hanno lasciato un vuoto per generazioni. Permettete a noi e a tutti i lettori di ricordarli, col cuore gonfio di amor di Patria, in questa data così solenne.

Le chiese e gli edifici pubblici portano ancora oggi nomi e date, a volte anche foto, di questi uomini (e talvolta donne) che hanno dato la vita (conservandola o perdendola) per l’Italia tra il Piave e l’Isonzo, in tre anni e mezzo di grandi sofferenze.

Raccontateci anche se avevate antenati nelle file delle altre Forze armate, alleate e nemiche, perché la Prima guerra mondiale fu, per certi versi, l’ultimo conflitto tra galantuomini e ci piace ricordare anche chi il destino oppose alla nostra cara Patria.

Sperando di avervi fatto cosa gradita, vi incoraggiamo a scriverci (geopolitica@difesaonline.it) entro e non oltre il Primo novembre p.v.

   

1Cfr. Giovanni XXIII, Il giornale dell’anima.

2Cfr. Lettera al fratello Saverio.

3Giovanni XXIII, pontefice dal 1958 al 1963 e ora venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

4Ci piace ricordarlo nelle parole del gen. Armando Diaz: "Comando Supremo, 4 novembre 1918, ore 12 Bollettino di guerra n. 1268 La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita. La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d'Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente. Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute. L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza."