28 marzo 1923…

(di Andrea Troncone)
29/03/18

Quando questo articolo sarà pubblicato, sarà già passato il giorno del 95° compleanno dell’Aeronautica: non è un ritardo. È cedere il passo ad una Signora che non può arrivare seconda alla celebrazione del proprio compleanno.

95 anni sono pochi e sono tanti.

Pochi, per l’evoluzione cha ha saputo fare da quando era una costola dell’Esercito.

Tanti, perché vuol dire aver protetto dal cielo almeno 3 generazioni complete di italiani.

Oggi l’Aeronautica Militare è un’eccellenza internazionale, e dicendo questo non mi riferisco alle Frecce Tricolori delle chiacchiere dell’italiano medio al “BAR Sport” o dei nostri astronauti dei servizi da TG1 (ovviamente anche Loro sono un’eccellenza internazionale), bensì all’intera forza armata.

Un esempio per tutti, la trasformazione dell’intero processo di addestramento dei piloti dell’intera NATO, che va ben al di là della sola formazione, ma che ha comportato una collaborazione straordinaria con industria e ricerca scientifica e che è oggi un modello addirittura per gli americani che, dal dopoguerra, hanno tecnologicamente mantenuto l’intero Occidente (e noi italiani, in particolare, fino a pochi anni fa).

Qualcuno avrà anche notato lo sforzo di trasformazione dell’intero assetto operativo, con mezzi come quelli di cui in questi anni abbiamo anche scritto e che vanno dall’AW139 all’F35, al M-346, passando per l’Eurofighter e il Predator, i tanker KC-767 A e il Gulfstream G550 CAEW. Ma ho ancora menzionato solo un breve elenco di cose che più o meno si conoscono in quanto molto visibili (almeno a livello mediatico) e limitarsi a questo sarebbe fare un ingrato torto a tutto quello che non si vede e che ne permette le attività: radar, logistica, o reparti che vanno dall’Incursore agli ex "VAM", dal Commissariato alla Medicina Aerospaziale, dal Servizio Meteorologico al Reparto Sperimentale Volo e tutte le attività del Ruolo Servizi.

Attività spesso invisibili, ma senza le quali tutti quei velivoli starebbero a terra, così come si fermerebbero le attività dell’intera componente aerea della NATO nel bacino mediterraneo.

Una trasformazione (o meglio, un incessante progresso) avvenuto in periodi di crisi economica e conseguenti tagli alla Difesa oltre che ad un diffuso umore populista anti-militarista. Quindi praticamente un miracolo, visto anche il costante impegno operativo in cui viene coinvolta e conseguenti adeguamenti non direttamente collegati alla difesa dello spazio aereo nazionale.

Quanti milioni di persone sono state difese in questo lungo periodo che ci ha visto passare attraverso due guerre mondiali, una “guerra fredda”, calamità naturali fatte di terremoti ed incendi devastanti? E chissà quante altre minacce di cui non ci siamo nemmeno accorti…

Ho voluto sottolineare questo aspetto, perché l’Aeronautica Militare (così come tutte le Forze Armate, ma è il Suo compleanno quello che stiamo celebrando) è fatta di PERSONE.

Appaiono freddi e distaccati nelle loro belle uniformi e spesso la loro garbata riservatezza, nell’obbedienza a cui sono soggetti a qualunque livello, li espone a scherni ed altre dimostrazioni di ingratitudine da cui non possono difendersi. Ma sono esseri umani, che differiscono dalla popolazione civile per essere stati formati sotto ogni punto di vista a livelli di professionalità e di etica impensabili, OGGI, nel mondo civile.

Qual è il segreto di questa eterna giovinezza? Non aver mai perso tutti quei valori antichi che si sintetizzano nel giuramento fatto, nel non essersi sottratti dal dover affrontare grandi sacrifici e dal dover profondere un costante impegno ai massimi livelli.

Nell’avvicendamento di quelle 3 generazioni di italiani di cui abbiamo detto, tutto questo si è perso. Conseguentemente si è perso anche il desiderio di saper apprezzare i momenti di incontro con l’Arma Azzurra e le Forze Armate in generale.

Oggi, infatti, l’appagamento principale dell’umanità sembra essere il farcire i più svariati social media di prese di posizione arroganti e saccenti, in cui sono tutti sono capaci di parlare e sparlare come fossero più competenti dei migliori rappresentanti di una Forza Armata. E purtroppo nelle attività di questa Forza Armata possono avvenire degli incidenti, che non passano mai inosservati e che riempiono di curiosità voyeurisitica ogni “media”.

A questa testata giornalistica piace andare controcorrente, e per non esser da meno a questa tradizione voglio ricordare quello che altrove verrebbe censurato in nome del buonismo mediatico: il sacrificio del cap. Orlandi, lo scorso mese di settembre alla manifestazione di Terracina. L’Aeronautica Militare DEVE continuare a portare con orgoglio e fierezza, i Suoi migliori rappresentanti ad incontrare il popolo italiano, così come ogni altro Suo reparto, non meno delle le Frecce Tricolori.

L’Aeronautica Militare può e deve festeggiare a testa alta questo e mille altri compleanni, con orgoglio e fierezza, ricordando che i Suoi caduti sono un esempio del popolo italiano, non un pericolo né uno spreco di risorse.

Buon compleanno!

(foto: Aeronautica Militare / U.S. Air Force)