UNIFIL: Intervista al c.te del CSS Bn e c.te logistico di teatro

19/04/15

Nell’ambito dell’operazione "Leonte XVII" presso UNIFIL (Libano del Sud - Sector West), il Combat Service Support Battalion della Joint Task Force Lebanon, svolge, con i propri assetti, innumerevoli attività operative, logistiche, sanitarie e di supporto alle attività volte alla cooperazione civile-militare.

Lo stesso C.S.S. BN assicura i movimenti logistici via terra e marittimi per personale, mezzi e materiali del contingente nazionale.

Il comandante, il colonnello Francesco Saverio Saiardi, si è reso disponibile per spiegare ai lettori di Difesa Online le attività da lui dirette nella Terra dei Cedri.

Col. Saiardi, qual è l’organizzazione logistica del contingente italiano in Libano?

La composizione del dispositivo logistico del teatro di operazioni in Libano è costituita da un Comando logistico di teatro, che comprende il Gruppo Supporto di Aderenza1 (GSA) e la gestione patrimoniale, dagli assetti di Combat Service Support (CSS) inquadrati nelle Task forces nazionali, dal Centro Amministrativo d’Intendenza2 (CAI), comprensivo della cellula rimborsi ONU, dall’Infrastructure Management Centre (IMC) e, infine, dalla Joint Multimodal Operations Unit3 (JMOU).

Quali sono i compiti assegnati alla sua unità?

Il Combat Service Support Battalion, inquadrato nella Joint Task Force Lebanon Sector West, fornisce il supporto logistico al contingente nazionale in Libano, garantendo il collegamento continuo con l’Area Logistica di Transito (ALT), individuata dal porto e dall’aeroporto di Beirut. Inoltre, l’unità è anche responsabile del supporto logistico al contingente sloveno, armeno e serbo, in ossequio ai relativi Technical Agreement (TA), siglati dall’Italia con i rispettivi governi. Il compito è stato assolto creando una struttura logistica robusta e flessibile, capace di garantire il supporto a tutte le unità nazionali e internazionali. Tutte le attività di supporto sono garantite nel rispetto delle procedure previste dal Memorandum of Understanding4 (MOU). Pertanto, il supporto logistico è garantito per mezzo del rifornimento costante di materiali appartenente a tutte le classi (es. viveri, acqua, ricambi, munizioni ecc.), le attività di trasporto e il mantenimento di tutti i parchi, nonché le attività sanitarie e quelle di supporto psicologico a favore di tutte le Task forces nazionali in Libano.

La logistica è sinonimo di pianificazione. Come ha pianificato il supporto logistico?

L’attività di pianificazione del supporto logistico è stata garantita dalle cellule che compongono ADERLOG FW, cuore pulsante e mente della logistica di aderenza in teatro. In particolare:

la cellula mantenimento ha pianificato le attività di manutenzione preventive e di sgombero dei materiali, gestito le eccedenze di lavorazione degli assetti Combat service support inseriti all’interno delle Task forces nazionali e pianificato gli interventi delle squadre a contatto.

La cellula rifornimenti ha garantito il flusso costante dei rifornimenti dagli organi del sostegno in madrepatria. Il flusso dei rifornimenti è sta

to costante e, in particolare quello dei ricambi, adeguato a garantire l’esecuzione sia degli interventi preventivi sia di quelli correttivi. I materiali non prontamente disponibili presso gli organi di rifornimento della Fascia Logistica di Sostegno sono stati approvvigionati, laddove urgenti, al libero commercio, in Italia e in Libano.

La cellula movimento e trasporti ha monitorato la movimentazione e garantito il trasporto dei rifornimenti dall’Area logistica di transito alle basi nell’area di responsabilità.

La cellula C4, infine, si è occupata delle medesime attività svolte dalle cellule mantenimento e rifornimenti, ma con riferimento al parco delle trasmissioni di tutto il contingente nazionale.

Per quanto attiene alla pianificazione dei rifornimenti dei viveri, il nucleo accentrato viveri ha provveduto all’approvvigionamento dei generi alimentari, gravitando su due linee di rifornimento, di cui una direttamente garantita da UNIFIL e l’altra, per la quota viveri nazionale, tramite un fornitore italiano.

Dal Libano 1978 al Libano 2015. Come si è evoluta la logistica delle Forze Armate nelle missioni all’estero?

Il termine logistica trae origine da “logòs”, dal greco “ordine” o “parola”, ma anche logica. La logistica si è evoluta da semplice supporto di vettovagliamento a pianificazione delle scorte. Alessandro Magno non avrebbe creato l’Impero persiano se non avesse avuto un apparato logistico adeguato alla grandezza dell’esercito che lo seguiva. I Romani fecero della logistica una disciplina, introducendo nelle legioni la specializzazione del logista, quale responsabile degli approvvigionamenti. L’ambizione della logistica è quella di mettere ordine nella complessità.

È passato molto tempo da allora, da un campo circoscritto al solo ambito militare, la disciplina della logistica passa, nel secondo dopoguerra, a una ampia applicazione anche nel settore economico e industriale. Oggi si parla di Logistica Integrata, declinata in modi diversi, ma la sintesi è sempre quella rappresentata dalle 3 W: What, Where, When, ossia disporre del giusto equipaggiamento, nel luogo richiesto e nel momento previsto (supply chain).

Da qui la necessità di disporre di un Supporto Logistico Integrato (ILS5), come modello di acquisizione logistica di un sistema complesso che include e gestisce, con la necessaria interrelazione, il progetto di supportabilità del sistema primario (l’oggetto fisico dell’acquisizione, es. un carro armato), il progetto degli elementi del sistema logistico e le attività tecniche per la conduzione della fase di servizio. Lo scopo è quello di:

minimizzare i costi di gestione di tutte le attività logistiche (mantenimento, rifornimenti, gestione delle scorte i magazzino, trasporti);

garantire elevata disponibilità all’impiego dei sistemi.

L’ILS non può prescindere da un preciso bilanciamento tra caratteristiche di prestazione (affidabilità, manutenibilità, testabilità) e risorse necessarie a raggiungerle (infrastrutture, parti di ricambio, personale specializzato, attrezzature, manuali, addestramento ecc.).

Lo stato dell’arte della logistica integrata è la “focused logistics”: sense and respond. Esigenza obbligata dalla asimmetricità dei conflitti e, quindi, del supporto e dalla globalizzazione dei teatri operativi, intesa come la fusione di informazioni, logistica, tecnologie e mezzi di trasporto per fornire risposte rapide durante le crisi, per tracciare e, se del caso, dirottare gli asset anche già in movimentazione, e di consegnare pacchetti logistici attagliati a sostenere le operazioni

Oggi la comunità logistica si sta muovendo verso un ‘Net Centric logistics support”. In questo modello la comunità logistica rappresenterà il “key provider” per la maggior parte delle capacità informative necessarie all’utente, quindi: risposte e distribuzioni rapide, fusione informativa e total asset visibility, forze specificatamente adattate e packages logistici, gestione interforze in teatro di operazioni.

Sulla base della sua comprovata esperienza professionale, come si è evoluta la figura del logista militare negli anni?

Oggi assistiamo ad un circolo vizioso in cui in ragione di una sempre maggiore complessità dei sistemi d’arma, complessità intesa come capacità intrinseca dei sistemi ad assolvere a differenti compiti operativi in funzione degli scenari più o meno prevedibili dei conflitti asimmetrici, aumenta il Life Cicle Cost. Tali costi, qualora non adeguatamente sostenuti con fondi destinati all’esercizio, possono determinare un’esponenziale diminuzione della disponibilità dei sistemi, direttamente proporzionale alla vetustà degli stessi.La sfida da affrontare e da vincere è quindi intervenire sui costi di esercizio, quindi sul Life Cicle Cost, in modo da aumentare la disponibilità.

In questo quadro il logista, ormai da anni, ha iniziato a coniugare capacità ingegneristico-gestionali con adeguati strumenti tecnologici, al fine di assicurare la valorizzazione dei dati contenuti negli strumenti infologistici di Forza armata.

Il logista militare può essere considerato un operativo a tutti gli effetti?

Non ho mai avvertito questa dicotomia nella figura del soldato. Non vedo una distinzione fra soldato operativo o logista, né tantomeno fra una attività operativa e una attività logistica. In un teatro di operazioni ogni singolo soldato, ogni singola attività, devono essere intesi come operativi in quanto orientati alla riuscita della missione. Lo stesso vale in territorio nazionale ove, peraltro, uomini e donne del mio reggimento sono da anni impegnati nell’operazione “strade sicure”, in Campania, in Calabria e, attualmente, in Puglia.

Il successo delle operazioni militari si basa sull’efficacia di uomini e mezzi. Ma l’efficacia non può prescindere dall’efficienza ed entrambe sono inscindibilmente legate al supporto logistico.

Quali sono le principali novità introdotte dalla logistica militare per essere sempre più aderente alle unità di manovra?

Per un logista l’uomo sul terreno rappresenta la ragione d’essere. Quello che per una industria è rappresentato dal cliente. Occorre essere orientati alla customer satisfaction. In questo, oggi ci viene incontro la infologistica, con cui ci si prefigge di anticipare le possibili richieste, di migliorare la pianificazione e la previsione. Conseguire la piena implementazione delle applicazioni infologistiche di Forza armata significa, infatti, agevolare la gestione a livello enti e reparti, identificare obiettivi e responsabilità, ma consente anche una efficace gravitazione delle risorse a livello di Comandi intermedi e di vertice, nonché ottimizzare l’attività previsionale del fabbisogno di ricambistica e di materiali di consumo.

In questa ottica si sono rivelati determinanti strumenti come:

il Sistema Informativo Gestionale dell’Esercito (SIGE), che utilizza una rete informatizzata integrata in grado di permettere il rilevamento immediato di qualsiasi esigenza e la tempestiva attivazione degli organi esecutivi deputati a soddisfarla.

La Matrice di interscambio dati con l’industria (MIDI) quale strumento che garantisce il "colloquio informatico" tra l’Industria e la Forza armata, nell’ambito di formule di garanzia estesa e nel corso del ciclo di vita operativo dei sistemi. Tale strumento è rappresentato da un modulo software che costituisce l’elemento di interconnessione per la fornitura reciproca dei dati di identificazione e tecnico-logistici da parte dell’industria, connessi con le “viste industriali di configurazione e logistiche manutentive”, e dei dati logistici d’impiego da parte della Forza armata. Inoltre esso accumula, aggrega e gestisce i dati più significativi della vita di un sistema d’arma (affidabilità, disponibilità e manutenibilità) e le informazioni attinenti al supporto logistico per tutto il ciclo di vita.

Inoltre, al fine di ottimizzare la supply chain riferita a parti di ricambio/consumabili per materiali e veicoli commerciali/di derivazione commerciale e anche per quelli a "sviluppo custom“ (cioè sviluppati sulla base di specifici requisiti, esempio il VTLM “Lince”, VBM 

Freccia), allo scopo di massimizzare il livello di servizio e di disponibilità di ricambi minimizzando i costi ed i tempi di approvvigionamento, stoccaggio e distribuzione alle unità, si fa sempre maggiore ricorso al pre-posizionamento nei teatri operativi di ricambistica, non solo di proprietà dell’Amministrazione della Difesa, ma anche di quella fornita direttamente dall’Industria che, facendosi carico dei costi di immobilizzo dei capitali, conserva la proprietà dei materiali ancorché affidati alla gestione del personale di Forza armata. Queste più recenti forme di collaborazione fra Forza armata e Industria, sono i cosiddetti “Magazzini in conto deposito” alimentati dalle società ASTRA e IVECO. Tale soluzione rappresenta una prova tangibile di partnership fra Forza armata e Industria, in un quadro di più ampio respiro inteso come “sistema paese”. Peraltro, testimone della bontà di tale formula è stato il particolare interesse mostrato da parte di altri contingenti, specie quello spagnolo, con cui ci accomuna la disponibilità, qui in Libano, di veicoli prodotti dalle prefate industrie, esempio il VTLM Lince dell’IVECO e gli ACTL dell’ASTRA.

La cellula S2 ( Sicurezza ) si occupa di raccolta di informazioni e avvisi e ne analizza la situazione contingente applicando le misure di sicurezza di protezione delle forze per il personale. Attualmente Responsabile di questa sezione è il maggiore Luca Ciampi assegnato del 10° Reggimento trasporti di Bari,

Il Libano è noto per essere un’area del Medio Oriente che subisce le influenze di ciò che le accade intorno. Magg. Ciampi, lei che si occupa di sicurezza, in che modo la logistica concorre a fronteggiare la minaccia?

L’organizzazione di sicurezza coopera al fine di riuscire ad individuare le minacce alle quali il contingente è esposto durante lo svolgimento delle attività operative e operative/logistiche. Oggi, la nazione può contare su mezzi per la mobilità sicuramente all’avanguardia che consentono di poter svolgere tutte le attività, sia operative sia logistiche, con un livello di sicurezza superiore rispetto al passato. In Libano, il pericolo è rappresentato da una minaccia prevalentemente asimmetrica e l’introduzione in servizio di veicoli blindati di ultima generazione, quali i noti VTLM Lince e ACTL 4X4 a cabina protetta, sicuramente concorre ad incrementare notevolmente il livello di sicurezza del personale che opera sul terreno. Detta tipologia di automezzi, infatti, nasce dallo studio coordinato tra la Forza armata e l’Industria e si è tradotto nella produzione di mezzi per la mobilità capaci di garantire una sicurezza sempre maggiore al personale, senza inficiarne l’operatività e la capacità di manovra. Lo sviluppo della tecnologia e dell’ingegneria dei materiali impiegata per la costruzione dei mezzi di ultima generazione è frutto dell’esperienza che viene maturata sul campo dalle unità di manovra e logistiche ed è in costante divenire, per garantire sempre la massima aderenza alle esigenze di sicurezza nello svolgimento dei compiti assegnati. Lo sviluppo di tale ingegneria viene, oggi, applicata anche ad altre tipologie di automezzi, specie quelli logistici, quali autogrù e autocarri per il trasporto di container, autobotti e autocisterne. Chissà, magari in un prossimo futuro tale famiglia di veicoli potrà trovare utile impiego anche qui in Libano.

Col. SAIARDI, quali possono essere i futuri sviluppi del supporto logistico alle missioni di pace?

Nella realtà in costante mutamento che l’Esercito italiano si è trovato ad affrontare negli ultimi anni, la logistica deve essere intesa non più solo come la scienza della pianificazione e condotta del movimento e del mantenimento delle forze ma, piuttosto nel senso più ampio di allocazione ordinata delle risorse disponibili. L’Esercito italiano, per rispondere efficacemente agli impegni internazionali sempre più numerosi e diversificati, si è dotato di mezzi e materiali ad elevato contenuto tecnologico che, altresì, hanno imposto una revisione organizzativa del relativo supporto logistico.

Allo scopo di garantire la prontezza operativa ad un costo totale del ciclo di vita di un sistema che sia il più basso possibile, è ormai irrinunciabile spostare l’obiettivo dall’acquisizione di beni e servizi all’acquisizione di un predeterminato livello di disponibilità tale da soddisfare le aspettative e le necessità dei preposti all’impiego dei sistemi stessi.

In periodi di difficoltà economica diventa sempre più importante riuscire a mantenere la disponibilità operativa dei mezzi, materiali e sistemi d’arma ai livelli di efficienza idonei a garantire l’efficace impiego delle unità. Ciò impone la necessità di applicare corrette procedure di gestione tecnico-logistica che consentano di sviluppare un quadro funzionale, armonico ed equilibrato per poter esprimere rendimenti vantaggiosi in termini di costi/benefici.

In relazione ai citati vincoli, la sfida più complessa per l’Esercito nel settore logistico è rappresentata dall'oggettiva difficoltà di rendere coerente la programmazione del supporto logistico con le sempre minori risorse finanziarie specificatamente allocate nel settore dell’esercizio. La estrema mobilità del teatro di operazioni e la conseguente riduzione dei tempi di reazione anche della logistica, comportano un cambiamento radicale nei modelli di flusso dei rifornimenti.

Al tradizionale concetto “reattivo”, si deve sostituire un modello “anticipativo” che deve basarsi sia sulle previsioni, in questo caso operative, sia sulla concreta situazione in teatro in quel momento. Il raggiungimento della logistica focalizzata prevede un cambiamento sostanziale nelle aree di acquisizione dei materiali, con una più precisa definizione di cosa comprare, come comprare e come supportare il materiale così acquistato.

Il passaggio logico vede quindi gli originari concetti di logistica statica quali il “just in case” (acquisizione di ingenti quantitativi di materiale, specie le parti cautelative, per supportare esigenze prolungate nel tempo) o il “just in time” (acquisizioni basate su una rigorosa pianificazione di tempi/costi per ridurre, ma non annullare, le immobilizzazioni) al concetto di “sense and respond” (pianificazione logistica congiunta con la pianificazione delle operazioni, globalizzazione dello scenario dei rifornimenti, “packages” di supporto) che vede nella velocità e nell’efficacia dei rifornimenti l’essenza della funzione logistica. La via più immediata per il soddisfacimento di requisiti del tipo “sense and respond” è quello basato sulla creazione di “packages” peculiari per ciascun tipo di operazione prevedibile in modo che sia possibile mettere insieme e disporre dei materiali pressoché in tempo reale. La Focused logistics si fonda su concetti di base quali:

realizzazione dei packages specifici; rapidità e flessibilità nel dispiegamento delle forze e nella distribuzione dei packages; integrazione dell’intera rete di comunicazione e continua tracciabilità dei materiali; criteri manutentivi che riducano l’esigenza di parti di ricambio a livello operativo; massima priorità alle decisioni logistiche.

È il futuro, ma lo stiamo già vivendo.

Maria Grazia Labellarte

 

1 Il GSA si occupa degli aspetti tecnico-logistici necessari per garantire il funzionamento dei Reparti in Teatro Operativo.

2 In CAI gestisce gli aspetti finanziari connessi al personale impiegato in operazione nonché dei contratti stipulati in T.O. per le esigenze contingenti.

3 La JMOU è responsabile dei collegamenti aerei, terrestri e marini tra l’Italia ed il Teatro Operativo.

4 Il MOU è un documento legale che sancisce l’accordo bilaterale tra le parti, ed esprime il comune intendimento delle due parti e le linee di azione. Non vincola le parti come un contratto, e può essere tenuto riservato.

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