Nasce l'associazione Edizioni Veterani San Marco

(di Andrea Cucco)
17/10/17

Lo sapevate che il termine "marò", tanto usato ed abusato in questi anni (noi compresi!) è... diciamo "improprio"?

Abbiamo colto appieno la non lieve imprecisione grazie ad un "Leone", Sergio Iacuzzi, un ex Battaglione San Marco che da anni cerca di far riscoprire il valore di un reparto troppo spesso in ombra. Un'eccellenza sconosciuta che qualcuno vorrebbe addirittura snaturare... (ma ne parleremo in altra occasione).

Cosa significa appartenere ai Leoni del San Marco?

Appartenere ai Leoni del San Marco significa essere persone particolari: umani e pacifici ma preparati per il combattimento in tutte le versioni, sia in difesa che in attacco verso un ipotetico nemico per difendere la Patria Italia e gli obbiettivi preposti. Il nostro insegnamento è particolare rispetto agli altri reparti operativi nel mondo.

Noi siamo scelti nel fisico e nella mente, siamo preparati con un’educazione marinara, quindi ognuno è utile e indispensabile al proprio ruolo di comando e di ubbidienza.

Portiamo il simbolo del Leone di San Marco, meritato ed ereditato dai valorosi fanti di marina che difesero strenuamente e indiscutibilmente Venezia e le sue terre. Essi combatterono con uno spirito di corpo ineguagliabile e fecero di tutto per sconfiggere l’invasione austro-ungarica dal 1917 al 1918 guadagnando onori riconosciuti da tutti i belligeranti dell’epoca.

Il termine "Leone" ci viene dal lontano 19 maggio 1918 quando i cittadini di Venezia vollero consegnare la bandiera di guerra al Reggimento Marina per il valore dimostrato, e proposero il nome del Santo e il "Leone Alato" che fu ratificato dal Re con Regio Decreto il 17 marzo 1919, chiamandolo definitivamente Reggimento Marina San Marco.

È l'unico reparto militare, al mondo, che porta il nome di un Santo Protettore.

Come è nata l'idea dell'associazione editoriale Edizioni Veterani San Marco? 

Nel 2012 mi accorsi, ad una riunione romana in merito alla prigionia dei 2 Leoni di San Marco in India, che non avevamo storia, che pochi conoscevano le origini dei fanti di marina e tanto meno quelle del Battaglione San Marco.

I media continuavano a riportare il termine "marò" che, se legato all’acronimo BSM, è un onore, ma da singolo significa “pulisci cessi”, quindi l’ultimo valore di un marinaio.

Il termine ci fu appioppato dai giornalisti che non sapevano nulla di noi e la Marina Militare, colta di sorpresa, tacque.

Per noi fu un’umiliazione vedere i titoli “marò Latorre e marò Girone”.

Erano sottufficiali di prima scelta a bordo di navi civili che difendevano le nostre proprietà naviganti dagli attacchi dei pirati.

Mi guardai intorno e vidi in lontananza i Leoni nelle loro “tane”, solitari e abbandonati dalla Marina Militare e dalle istituzioni.

Decisi, da grafico e designer (la mia specifica professionale), di fare qualcosa di necessario: di diffondere la conoscenza della nostra storia.

Mi buttai a testa bassa e scoprii inizialmente poco o nulla, poi acquistai nei mercatini documenti svenduti a pochi euro e raccolsi insieme al mio fido amico e collega Paolo Areni altro materiale.

Decisi di contattare storici militari e civili che approfondissero la nostra storia e facemmo una scelta: diventare editori moderni a tutto tondo.

Abbiamo seguito una strategia di qualità ed accuratezza nella ricerca delle fonti. Alcuni sponsor, inizialmente indecisi ma seri, ci hanno aiutato.

Il risultato?

Il primo libro, frutto del lungo lavoro, chiarisce il termine militare di “fante di marina”, unico termine da applicare alla nostra specialità di mare, di terra e di cielo. Contiene informazioni storiche incrociate dal 260 a.C. fino al 1920.

Per sapere tutto sarà utile acquistare il libro completo di circa 450 pagine e con circa 350 immagini.

Un’opera complessa che è durata più di 4 anni di piacevole fatica.

Quando e qual è stata la sua esperienza al reparto?

Sono nato nel 1948 da un ufficiale delle Trasmissioni e da una donna veneziana molto acculturata.

Nel 1967, dopo l’Istituto Tecnico Nautico di Roma, sono partito per la leva di mare andando a Taranto al MARIDEPOCAR: 60 giorni molto faticosi (ero un ragazzo educato e benestante) a contatto con tutte le "realtà umane" italiane. Sono poi stato mandato a MARICENTART per la specializzazione di “meccanico armaiolo”, una bellissima esperienza che durò 3 mesi di studio e approfondimento, anche meccanico, di tutte le armi della Marina Militare: dalla pistola Beretta fino al missile appena installato sulle navi, passando per tutti i tipi di armi e cannoni.

Al termine fui messo nel dubbio se andare in un ufficio o essere operativo. Per mia scelta approdai al Battaglione San Marco dove, dopo 3 mesi di addestramento ineguagliabile a tutto - ripeto "tutto" - con la la formazione degli Incursori di Marina a COMSUBIN di La Spezia, ebbi il titolo di "marò BSM". Ero entusiasta… facevo parte del mitico Battaglione San Marco!!!

Era la fine del 1967… e nel 1968 tutto intorno a noi cambiava il modo di pensare, umanamente e politicamente con avvenimenti che non ci toccavano minimamente… eravamo in perenne addestramento e approntavamo nuove tecniche di combattimento e di vita.

Il San Marco ha la giusta considerazione da parte della forza armata di appartenenza, la Marina Militare?

Credo di sì, ma non voglio commentare cose che non mi appartengono, noi facciamo ricerca culturale e storica sulla fanteria di marina.

Dobbiamo avere rapporti con tutte le forze armate e con le Associazioni storiche paramilitari perché dove andiamo noi ci sono pure loro, che ci stimano e ci rispettano molto.

Lei è molto attivo sui social media...

Sto facendo un grande lavoro di ricongiungimento con i miei “frà” attraverso Facebook e Internet, ho costruito 35 tra pagine e gruppi storici e di confronto, dove essi partecipano con piacere, ed è bello vedere ogni giorno che si aggregano altri Leoni per sapere e per incontrare di nuovo i loro vecchi amici di naja.

Per noi è una grande soddisfazione tirare fuori dalle singole "tane" i Leoni sparpagliati e metterli insieme in un’unico branco di amici.

È corretto un parallelo con i marines?

La parola inglese marines significa "fanti di marina" che sono addestrati a un concetto militare americano. Non ha nulla a che vedere con quello italiano: è come paragonare una lametta (noi) con una sega (loro).

Loro operano in quantità militare e tecnica (avendo molto denaro da spendere) e fanno molto rumore per tagliare, senza concludere, noi siamo pochi e meglio addestrati (con poco denaro) e le nostre individualità tecnico militari li superano sempre, facendo la differenza in modo militare e pacifico.

Loro sono abituati a operare in massa, noi in pochi e sono coinvolti (ricordo la seconda guerra mondiale) in operazioni enormi, ma poco efficienti. Parlo delle mie conoscenze di altri tempi... Sul presente so però che nostri ufficiali e sottufficiali che partecipano - all’estero - a corsi di specializzazione in reparti d’elite, riportano numerosi encomi e riconoscimenti. Quindi ribadisco, in quanto "italiani" siamo un valore aggiunto.

Il "dialogo" tra Leoni è semplice?

La nostra associazione Edizioni Veterani San Marco e nata in seguito a dibattiti, confronti e provocazioni - a volte aggressive - che ho svolto nei confronti dei miei fratelli Leoni che, come si sa, si devono “zampare e mordicchiare”, ma sempre con etica e rispetto di anzianità, come fanno i felini nella savana. Siamo Leoni, non gattini!

Abbiamo scelto un noto fante di marina per presidente onorario, un marinaio e un uomo indiscutibilmente grande nel suo valore: Giuseppe Sirianni, abile ufficiale di marina e abile senatore regio nonché ministro della Guerra all’inizio del fascismo, pluridecorato dal 1900 (in Cina contro i boxer), comandante dell’ultimo Reggimento Marina nel 1918 e in ultimo con il più alto grado della marina dell’epoca, insomma un nostro mito.

Pochi sanno (anche i vertici della Marina Militare) che ebbe il coraggio e la determinazione di congedarsi da Benito Mussolini: Sirianni era deciso a fare portaerei e aerei militari e Mussolini navi grandi e lente, inadatte per il Mediterraneo, che subito dopo furono affondate (tipo nave Cavour) e quindi si ritirò. Un bell’esempio del carattere del fante di marina.

Ho costruito un logo simbolico, moderno, ma con identità storiche, con l’acronimo EVSM: un Leone ruggente composto graficamente dalle lettere: la "e" minuscola specchiata: la faccia ruggente; la "V" maiuscola: le ali; la "S" maiuscola coricata: il corpo ed infine la "m" minuscola: per le zampe.

La nostra identità promozionale di riconoscimento é un Leone ruggente con il libro aperto in primo piano, una illustrazione commissionata da D’Annunzio all’artista, molto bella ed efficace per il grafismo e per l’editoria, datata 1920.

Altri progetti?

In seguito siamo pronti, per il nostro centenario, a pubblicare un libro stupendo: “IL REGGIMENTO SAN MARCO - MEMORIE”, del cappellano militare al Reggimento Marina, don Antonio Giordani, decorato al fronte con 3 Medaglie di Bronzo al Valore Militare e una Croce di Guerra.

Un libro bellissimo che riporta informazioni, aneddoti e conoscenze del teatro di guerra, che i fanti di marina hanno combattutoto vicino a Venezia, con la visione di un uomo di fede che vedeva altri uomini difendere la propria Patria.

Un libro unico nel suo genere con prefazione del comandante Sirianni ed editato nel 1920, un “omaggio del Reggimento San Marco alle famiglie dei suoi valorosi caduti”, con 5 cartine e 250 foto.

A seguire un libro affascinante: “Il San Marco in Cina”, un excursus storico pieno di foto che racconta l’avventura sostenuta dal Battaglione San Marco, dal 1925 al 1942, nel territorio cinese di Tien Tzin …un’altra avventura storica del nostro reparto in terra straniera. Anche questo sconosciuto a tutti.

(foto: autore / web / Marina Militare)