Difesa Online ha pubblicato una lettera inesatta riguardo al generale Vecciarelli

(di Andrea Cucco)
31/07/18

Lo scorso mese si è tenuta presso la Scuola Aeronautica di Firenze una conferenza sulla formazione e sulla leadership. L'evento formativo è stato trasmesso su due canali: uno pubblico in chiaro su YouTube ed uno “riservato”, destinato agli appartenenti alla forza armata. Il motivo del doppio canale sarebbe stata la lunghezza eccessiva del video integrale della conferenza (ore ed ore articolate su quattro panel) ed un comprensibile bisogno di privacy nel momento in cui venivano scambiate domande e risposte del personale presente. Eventuali “panni sporchi” si lavano in famiglia. Non pensiamo però a “eventi coperti da Segreto di Stato”, piuttosto a ordinari impicci o problemi tipici di ogni amministrazione italiana...

Ebbene, un lettore ci ha inviato pochi giorni dopo una lettera (leggi) con un video allegato, lamentando la censura di un passaggio della conferenza in cui il capo di stato maggiore affermava “io per esempio non posso licenziare, se potessi saremmo molti meno in questa stanza!”

L'uscita non era evidentemente stata accolta con ironia da molti presenti, tuttavia abbiamo appurato successivamente che non era stata censurata, bensì semplicemente trasmessa solo nello streaming destinato alla forza armata. Involontario effetto – quasi comico – è stato un tripudio sui social del giornale in cui i lettori sottolineavano per lo più: “finalmente uno che ha il coraggio di dirlo!”

La questione inedita è però oggi se un capo possa dire una cazzata, fare una “battuta” infelice. Secondo noi sì. Siamo in tempi rivoluzionari e l'umanità, con tutti i suoi limiti, di un generale sarebbe – dopo decenni di condotte formali impeccabili – doverosa.

Non parliamo di sbagliare obiettivi o dimenticare di dare le dimissioni se la quota di F-35 scende sotto i 101 esemplari (v.articolo), parliamo di cercare di dare il meglio concretamente, senza facce da poker di fronte a dirigenti politici, talvolta capaci ma talaltra in grado di far desiderare di darsi fuoco di fronte al ministero!

La scorsa settimana è stata presentata un'interrogazione al ministro della Difesa (leggi in fondo) per avere chiarimenti sull'accaduto. Il problema quindi assume contorni inaspettati e sgradevoli...

Non vogliamo pensare che la lettera non sia stata scritta in buona fede. Tuttavia, in un momento in cui si sta avvicinando la scelta del nuovo capo di stato maggiore della Difesa, non vogliamo che qualcuno possa approfittare della buona fede di un aviere offeso o di un deputato allarmato, per portare acqua ad altri mulini.

Il generale Vecciarelli è l'ultima persona che avremmo voluto a capo della Difesa: è descritto come un ufficiale capace da chi ci ha lavorato assieme ma durante il precedente regime ha subito diktat che lo hanno ammutolito dal primo minuto dell'incarico. Aver subito certe imposizioni senza ribellarsi è riprovevole. Ma chi ha fatto qualcosa di diverso?!!! Semmai c'è chi ha fatto e sta fecendo di peggio...

A breve verranno rinnovati incarichi chiave al ministero della Difesa. Sapete chi è in pole-position? I peggiori gattopardi. Gente capace di indossare senza vergogna un cencio da detenuto ad Auschwitz all'arrivo dell'Armata Rossa dopo essere stata a guardare – nel migliore dei casi – in divisa da SS!

Da oggi, per i suddetti motivi, faremo il tifo per Vecciarelli a capo della Difesa. Perché non c'è nessun candidato che possa provare di essere migliore.

Dopo il clamoroso salto dell'ottimo generale Preziosa, la consuetudine (EMEA: Esercito, Marina, Esercito, Aeronautica) vorrebbe l'Aeronautica a succedere al generale Graziano. Tra i motivi di imbarazzo politico che fotterono il generale Preziosa per l'incarico di capo di stato maggiore della Difesa molti dissero ci fosse l'F35. Ebbene, alla luce delle inedite notizie che stiamo scoprendo su quel velivolo, forse, il motivo della scelta dell'Aeronautica per succedere ad un generale dell'Esercito, potrebbe esserci proprio un merito tardivo: l'F35!

Se solo se ne fosse parlato quando la politica ordinava “niente imbarazzi per il ministro”, oggi la cultura popolare riguardo alla Difesa - e a quel velivolo in particolare - sarebbe forse più sana e meno distorta.

Il passato non si può cambiare, si può solo far piazza pulita prendendo a ramazzate i falsi opportunisti e provando a recuperare i muti che si sono nascosti in un angolo.