ELT: Primo workshop su “Electromagnetic Spectrum Operations” in collaborazione con il Reparto Informazioni e Sicurezza di SMD

(di Matteo Acciaccarelli)
19/06/17

Il 15 giugno 2017, presso la sede di Elettronica Spa a Roma, si è svolto il primo meeting sull’Electromagnetic Spectrum Operations (Operazioni con lo spettro elettromagnetico) voluto fortemente dal Reparto Informazioni e Sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa. Sono stati molti gli ospiti intervenuti, provenienti sia dalle Forze Armate sia dall’azienda privata, il primo di questi è stato il moderatore della conferenza, ovvero il capitano di vascello Gianfranco Vizzini, al quale sono seguiti prima il generale di brigata aerea, vice capo reparto per la politica Informativa ed il Telerilevamento Satellitare, Giuseppe Sgamba poi, per Elettronica Spa, sono intervenuti il vicepresidente, Eugenio Santagata, e il presidente, Enzo Benigni.

Abbiamo raggiunto l’obiettivo! Non ci può essere efficienza senza la collaborazione stretta tra Forze Armate ed Industria”, così ha aperto il suo discorso il gen. b.a. Sgamba, focalizzandosi, sin dal principio, sull’importanza intrinseca di questo rapporto, che permette di migliorare l’efficienza operativa e l’efficienza industriale. Proprio perché questa sinergia permetterà alle Forze Armate di avere una conoscenza sempre maggiore degli strumenti utilizzati nella Guerra Elettronica, irrinunciabili per le sfide che si pongo davanti al futuro dell’Italia. Cominciando dalla lotta al terrorismo, punto focale della sicurezza interna italiana, che grazie alle tecnologie di EW (da questo punto in avanti per Guerra Elettronica verrà usato l’acronimo inglese ndr) può essere resa più agevole, ma non solo. Perché l’Italia, a detta di Sgamba, deve: “Puntare ad ottenere la superiorità dello spettro elettromagnetico”, fondamentale per poter assicurare comunicazioni ed ascolto delle stesse senza alcun tipo di interferenza. Anche in teatro operativo la gestione dello spettro elettromagnetico è fondamentale, perché, riferendosi alle IED (Improvised Explosive Device – Ordigno esplosivo improvvisato) Sgamba ha continuato dicendo che: “Sarà possibile inserirsi nel loop che dal telecomandino ad infrarossi si arriva all’esplosione dell’ordigno”, potendo così salvare preziose vite. Ma oltre ai stretti rapporti con l’industria, le Forze Armate devono fare i conti sia con lo scenario internazionale sempre più instabile sia con i limiti alla spesa pubblica, infatti proprio sul secondo punto in questione Sgamba ha dettato delle linee guida per poter risparmiare, ovvero: “Il lavoro interforze, un lavoro di squadra tra militari ed industria, l’utilizzo di prototipi in teatro operativo e un database comune tra tutte le Forze Armate permetteranno all’Italia di risparmiare, ma riuscendo ad aumentare la propria operatività”.

Anche gli interventi del vicepresidente e del presidente di Elettronica Spa hanno toccato l’importanza del rapporto, che va implementato, tra industria e Forze Armate, proprio su questo Santagata ha aggiunto che: “Il coordinamento industria-Forze Armate ci deve essere, perché avere una strategia unica porta ad effettuare scelte migliori e, soprattutto, vincenti”. Le scelte fondamentali per un’azienda privata che deve essere in primo luogo virtuosa, al fine di evitare di dover chiudere per una serie di scelte sbagliate. Questa virtuosità si può trovare nelle parole del presidente Benigno, il quale ha esplicato quanto sia importante rimanere: “una nicchia di specializzazione”, in modo tale da poter essere sempre competitivi, anche in virtù di una possibile futura aggregazione industriale a livello europeo.

Terminati i primi tre interventi, il meeting si è spostato su argomenti prettamente tecnici a cominciare da quello del capitano di fregata Maurizio Micheli, del neonato Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC). Il comandante Micheli ha spiegato l’importanza delle capacità cyber per la sicurezza nazionale, partendo dal livello più basso, ovvero: l’analisi della minaccia. Questo punto è per certi versi il più complicato da definire, perché la minaccia che arriva dall’utilizzo delle moderne tecnologie informatiche aumenta la vulnerabilità delle stesse. Ma non solo, perché gli attacchi sono sempre anonimi, rendendo impossibile capire chi e cosa si cela dietro ad un attacco informatico, per capire Micheli ha dato anche un numero significativo: “Nel 2016 si sono registrati 500 attacchi informatici mensili”. Introdurre una difesa cibernetica è diventato ormai fondamentale per poter mantenere al sicuro i dati informatici e le apparecchiature delle Forze Armate. Proprio per questo recentemente è stato costituito il CIOC, che è ancora da implementare per poter raggiungere la piena operatività, che è prevista per il 2019.

A seguire la parola è passata al tenente colonnello Marco Pallone del VI Reparto – Sistemi C4I e Trasformazioni, dello Stato Maggiore della Difesa. Il suo intervento ha riguardato lo spettro elettromagnetico (EMS), il suo rapido sviluppo tecnologico e la sua dipendenza, sempre più maggiore, delle Forze Armate. L’EMS ancora non è stato studiato tout court e il fattore umano in questo è importantissimo, come lo è, infatti, per il ten. col. Pallone l’istruzione dei soldati di ogni Forza Armata, al fine di: “Conoscere noi stessi, in modo tale da poter vincere le battaglie”. Lo studio dell’EMS va aumentato, anche per poter definire, nel prossimo futuro, un piano strategico che farà corredo a quello già fatto dalla NATO. Arrivare a gestire lo spettro elettromagnetico permetterà alle Forze Armate di lavorare in maniera coordinata e di sfruttare al massimo le frequenze “amiche”, ma senza “consapevolezza e conoscenza” sarà impossibile avere la superiorità nella gestione dell’EMS. “Impariamo a conoscere lo spettro elettromagnetico – ha concluso Pallone – prima che sia lui a farsi conoscere”, una frase che sa di sentenza e che vuol far capire quanto sia importante per la sicurezza interna e per la sicurezza delle nostre Forze Armate lo studio approfondito di quello che potrebbe essere considerato, un domani, il sesto dominio. La conferma di quanto detto da Pallone è arrivata dal capitano di fregata Gera Barbara, dello JEWCS (NATO Joint Electronic Warfare Core Staff) che ha parlato di quanto la NATO stia facendo per implementare e per sviluppare, definitivamente, una strategia per l’EW. Lo sviluppo è fondamentale per l’Alleanza Atlantica anche per quanto riguarda l’informatica, stando al tool che Barbara ha spiegato brevemente: un programma che permetterà di: “controllare ogni dettaglio in tempo reale con un click”. Il tutto ovviamente grazie alla combinazione di fattori che fanno dell’EW un mondo complesso e allo stesso tempo in continua evoluzione. Evoluzione che senza l’industria sarebbe impossibile, infatti a chiusura della conferenza è intervenuta l’ing. Daniela Pistoia, Chief Scientist di Elettronica Spa, che ha parlato di come l’industria militare si sia dovuta modificare insieme alla trasformazione del concetto di guerra. Il suo intervento è orbitato intorno alla combinazione delle varie branche dell’EW, al fine di poter entrare all’interno di una rete nemica, tutto questo grazie alle reverse engineering e all’utilizzo, saggio, delle Cyber Operations.

Un futuro, questo della Guerra Elettronica, che procede sempre più a gonfie vele, anche grazie alle tre tecnologie presentate al termine della conferenza dagli ingegneri di Elettronica Spa. La prima è stata il sistema ADRIAN (Anti DRone Interception and Neutralization), che permetterà di poter difendere luoghi pubblici o caserme da eventuali attacchi terroristici tramite l’utilizzo di droni. Questo perché il sistema sviluppato da Elettronica dopo aver agganciato tramite radar il drone in avvicinamento o studia le sue frequenze radio e riesce a inserirsi, tramite il Jamming, al fine di neutralizzarlo oppure si aggancia al suo GPS, nel caso in cui sia a pilotaggio automatico, e modificando le sue coordinate lo rende inutilizzabile.

La seconda di queste novità è il sistema ELEPHANT, una vera e propria war room che simula un’operazione di EW al fine di addestrare, in condizioni di tranquillità, i futuri militari addetti alla guerra elettronica, che siano piloti di aereo o elicottero o che siano degli analisti di SIGINT (Spionaggio di segnali elettromagnetici).

L’ultima, ma non per importanza, delle novità presentate da Elettronica Spa è stata, invece, D-SINT, un enorme database di informazioni, al momento ancora solo Open Source (ovvero trovabili su internet ndr), che potrà essere implementato inserendoci all’interno anche i rapporti degli informatori sul posto e tutti gli altri dati acquisiti tramite la guerra elettronica. L’importanza di questo database è dato dal fatto che essendo basato su algoritmi, non sarà necessario per l’uomo andarsi a cercare l’informazione richiesta lasciando tutto nelle mani, veloci, del computer. Un passo avanti che permetterà di ridurre i tempi di ricerca delle informazioni e di analisi delle stesse.

(foto: U.S. Army Cyber Command / Elettronica)